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giovedì 2 dicembre 2010

Facciamo viaggiare i talenti verso Sud

Intervista ad Amerigo Marano, amministratore delegato di TeknoSud, pubblicata su PanoramaEconomy di questa settimana.

di Giovanni Lucianelli

C’è un’azienda a Pomigliano d’Arco, in quello stesso paese del Napoletano finito sulle prime pagine dei giornali per la vicenda Fiat, che rovescia la storia dell’emigrazione italiana. E’ la TeknoSud, società di progettazione meccanica, che riesce infatti ad attrarre menti e conoscenze provenienti dal profondo Nord.
“Dei nostri 110 dipendenti, 90 sono laureati, e il 40% di questi proviene dal Settentrione”, spiega a Panorama Economy Amerigo Marano, 44 anni, fondatore ed amministratore dell’impresa nata nel 2003 dalla scommessa di un geologo. TeknoSud offre i suoi servizi ad aziende impegnate principalmente nei trasporti. Automotive su tutti. E’ partner di Fiat, Alenia, Alstom, Breda, Bombardier, Menarini e Trenitalia.
“La Fiat ha saputo mantenere il proprio know how nella zona di Torino. Da quell’area provengono i nostri dipendenti con maggiore esperienza, che sono giunti al Sud quando l’azienda piemontese ha iniziato a sviluppare la progettazione al Meridione” spiega Marano.” In quei territori esiste un radicamento culturale nel comparto che qui non può esserci per ragioni legate alla storia dell’industria automobilistica del nostro Paese. Ma lavorano con noi anche tanti ragazzi campani”.
“Probabilmente in altre regioni avremmo percorso strade molto meno accidentate” ammette. “Ma TeknoSud ha ottenuto risultati importanti con sacrificio e senza ricevere finanziamenti dallo Stato, aggredendo il mercato con le giuste strategie, grandi competenze e costi contenuti”.
“Abbiamo progettato l’80% degli interiors dei treni ad alta velocità” spiega. “Per quanto concerne il settore automobilistico, siamo leader nella progettazione delle plance comandi di guida: siamo a lavoro sulla nuova Panda, sia per quanto riguarda il design che per la sperimentazione meccanica ed i materiali. Il nostro progetto, sia sulla versione tradizionale con la guida a sinistra che su quella con la guida a destra, sarà consegnato entro dicembre. Ma abbiamo realizzato progetti anche per il nuovo Doblò, la Ferrari, i treni ad alta velocità e il Boeing 787”.
Nell’attività di ricerca viene investito circa il 10% del fatturato (circa 4 milioni di euro annui) depositando brevetti per nuove tecnologie e progetti e collaborando con enti e istituzioni.
“Con la fondazione H2U (l’Università dell’Idrogeno di Bari) stiamo lavorando su un motore a idrogeno” dice ancora Marano. “Ci siamo occupati della progettazione di una microcar alimentata sempre a idrogeno. Nel 2009, in piena crisi economica, abbiamo progettato uno scooter elettrico composto al 99% da materiale riciclabile”.
Nel futuro dell’azienda ci sono progetti di sviluppo con nuovi materiali. E l’espansione all’estero, con i primi concreti passi per avviare un processo di internazionalizzazione. “A breve apriremo una sede in India” conclude infatti l’amministratore di TeknoSud. “Sarà una newco che lavorerà su un territorio dove stiamo riscontrando ottimi risultati nel settore ferroviario. Invieremo lì i nostri progettisti e ovviamente assumeremo personale del luogo. E ottimizzeremo la produzione in tempo reale grazie alla velocità di internet”.

lunedì 5 ottobre 2009

Droghe, i pro e i contro


Sempre frugando nel mio archivio, ho trovato una vecchia - vecchissima! - intervista ad Alfonso Pecoraro Scanio, allora deputato dei Verdi, avente come oggetto le droghe leggere. L'intervista fu pubblicata sul quotidiano "Il Tempo", il 28 agosto 1995 e, tra le altre cose, è reperibile a questo link, dove potrete leggere anche altre interviste sull'argomento.

Intervista de "Il Tempo" a Alfonso Pecoraro Scanio, deputato dei Verdi, dopo l'iniziativa di disobbedienza civile di Marco Pannella riguardo le leggi sulle droghe leggere.

PECORARO: "NEI PAESI EUROPEI E' CALATO IL NUMERO DEI DROGATI"

Il Tempo, 28 agosto 1995

di Giovanni Lucianelli

Fumare hashish e marijuana liberamente per strada. Lo chiede Marco Pannella e non è certamente isolato. Alfonso Pecoraro Scanio, deputato dei Verdi è stato il primo parlamentare a firmare per il referendum che punta a legalizzare le droghe leggere.

D. L'antiproibizionismo ha un futuro in Italia?

"Io credo proprio di sì. A parte le manifestazioni di piazza di Marco Pannella che, va sottolineato, hanno riscosso un gran successo tra la folla, comincia a emergere un forte movimento dibase per la legalizzazione delle droghe leggere".

D. Saranno pur leggere, ma l'hashish fa male...

"Molto meno di quanto si pensi, nonostante la strumentalizzazione che qualcuno fa. Ma il punto centrale è un altro. Noi viviamo in un mondo nel quale l'hashish e la marijuana fanno aprte delle abitudini di migliaia di persone, e non sono certamente soltanto

giovani. Dunque è inutile nascondersi dietro un dito. Bisogna trovare una soluzione. D'altro canto, va sottolineato che quello della legalizzazione è un sistema molto efficace per combattere la criminalità organizzata. Se lo Stato prendesse in "gestione" il mercato delle droghe leggere riuscirebbe ad infliggere un danno economico non indifferente alle famiglie camorristiche e mafiose che oggi fanno grossi guadagni, nonostante gli enormi sforzi delle forze dell'ordine che combattono il fenomeno".

D. Anche in altri paesi europei si comincia ad affrontare il problema...

"Certamente. L'antesignana è stata certamente l'Olanda, dove i risultati sono arrivati subito. Il numero dei tossicodipendenti è drasticamente diminuito. Ma sono in atto iniziative del genere anche in altri paesi. Ad esempio in Spagna e in Svizzera".

mercoledì 27 maggio 2009

Intervista a Gianfranco Fini


''Non e' vero che chi si fuma uno spinello va in galera. Il penale scatta per lo spacciatore, non per il semplice consumatore''. Lo ha detto, a proposito della legge sulla droga, il vice premier Gianfranco Fini, ospite ieri della trasmissione 'faccia a faccia', andata in onda su 'Italiamia', condotta da Giovanni Lucianelli. ''Mi sta molto a cuore -ha aggiunto il leader di An- la legge sulla droga. E' vero, ho rivelato che da giovane ho fumato uno spinello, perche' sono contro le ipocrisie e perche' credo che da ragazzi possa capitare di compiere delle stupidaggini''.

Intervista all'ad di Tirrenia, Franco Pecorini

Il risiko marinaro non fa perdere la calma a Franco pecorini,a.d. di Tirrenia Navigazione.In palio c'e' il controllo di una societa' che nel 2007 ha fatturato oltre 372 mln di euro con un utile di 15,3 mln (292 mln. di ricavi con 14 mln. di utile per la sola capogruppo),ma con 46 mln. di aiuti pubblici alla capogruppo e 135 mln. alle societa' regionali.Con l'indotto,Tirrenia garantisce un posto di lavoro a quasi 7 mila persone,quasi ttutte al sud.Il primo obiettivo,spiega Pecorini,e' difendere l'azienda e l'occupazione in un momento in cui continui e strumantali attacchi rischiano di distorcere l'immagine di una realta' leader del mercato.Lo strumento per riuscirci e' un nuovo piano industriale,concordato con l'intero arco sindacale,che prevede la privatizzazione della Tirrenia (l'advisor nominato ad aprile e' Credit Suisse) e il trasferimento gratuito alle Regioni delle Societa' territoriali che gestiscono in regime di servizio pubblico alcune tratte assicurate solo parzialmente dalle altre compagnie. Per le linee che hanno natura sociale continueremo ad operare in regime di convenzione,anche se per pochi anni,per le altre assicureremo dal 1° gennaio 2009 il servizio in condizioni normali di mercato:cosi puntualizzano i vertici della Societa',cui ruolo di operatore marittimo al servizio della collettivita' inizia a stare stretto, malgrado questo assicuri una generosa rendita pubblica. Ma alla Tirrenia gli aiuti statali vengono calcolati in altro modo:nel 2007 Tirrenia ha ottenuto finanziamenti per 46 mln. che pero' si sono ridotti appena a 9 mln,tolti gli sconti per residenti,le varie imposte e gli interessi maturati. Quindi,non ci sarebbe concorrenza sleale,ma un contributo minimo per il servizio pubblico. Anzi ricorda Pecorini negli uiltimi anni l'azienda e' riuscita a realizzare una imponente riconversione senza ricorrere ne ai licenziamenti ne alla cassa integrazione,o alla mobilita',per la riduzione del costo dl personale del 60%.E proprio questa continua attenzione all'occupazione ha disinnescato possibili contrasti con il sindacato,che ha sposato in pieno il nuovo piano industriale ed e' pronto a difenderlo in tutte le sedi,come assicura il segretario generale della UIL trasporti Giuseppe Caronia: Ci inpegneremo per sensibilizzare i vertici delle quattro Regioni interessate a condividere il programma di rilancio. Abbiamo realizzato un imponente opera di risanamento occupazionale,resa possibile dal senso di responsabilita' dei marittimi che hanno deciso di investire nella crescita della compagnia,rinunciando ad alcuni vantaggi del passato. Abbandonare ora il tragitto intrapreso sarebbe illogico e controproducente. E a proposito del tanto discusso regime delle convenzioni,Caronia sottolinea: Supereremo l'ostacolo dei controlli Ue sui finanziamenti statali,perche' siamo nella fase di avvio della privatizzazione. Condivido la posizione dell'assessore ai Trasporti della campania, Ennio Cascetta, sulla necessita' di trasferire subito alle Regioni non solo le struttur,ma anche i soldi pubblici,a patto che pero' razionalizzino le spese e offrano un servizio garantito agli utenti. Del tutto incomprensibile sottolinea Caronia e' invece,l'atteggiamento del Presidente della Regione Sardegna,Renato Soru,che vuole solo le risorse,ma non la societa' di navigazione.E i lavoratori,a questo punto,che fine farebbero?E infine chiarisce:Il sindacato non ha alcun pregiudizio nei confronti dei futuri acquirenti.italiani o stranieri.L'ideale sarebbe l'entrata in scena d un fondo,a cui si affancherebbe una piccola partecipazione Statale per garantire i livelli occupazionali.

(Economy, 23 Luglio 2008)

Intervista ad Annamaria Carloni

"Una priorità per il Mezzogiorno è la creazione di tremila asili nido previsti nel programma dell'Unione". E' quanto ha dichiarato Anna Maria Carloni nel corso della trasmissione Faccia a Faccia, condotta da Giovanni Lucianelli, in onda su Italiamia2. "Sono cosciente - ha aggiunto la candidata Ds al Senato - che non si tratta di un provvedimento che cambia la vita ma si tratta di una iniziativa che, se realizzata, dona il senso della politica sociale del centro sinistra e può essere di sicuro supporto per l'occupazione delle donne e l'educazione dei bambini".

(AdnKronos)

venerdì 7 aprile 2006

Diliberto contro sindaco e Bassolino

link

Facciamo paura a Berlusconi ma anche a Bassolino». Oliviero Diliberto ha chiuso la campagna dei comunisti italiani con una dura intervista a "Italia Mia 2", nella trasmissione "Faccia a faccia" condotta da Giovanni Lucianelli, e con un comizio in un cinema della Ferrovia: «L' amicizia con Antonio Bassolino si è persa nel tempo. Quando lo chiamo non dà risposte e continuiamo ad appoggiare con difficoltà questa maggioranza di centrosinistra in Campania. L' unica Regione in cui non abbiamo assessori nei tre enti principali, da via Santa Lucia alla Provincia fino al Comune di Napoli. L' anomalia, evidentemente, è la Campania, non siamo certamente noi. Anomalia evidentemente rappresentata da chi sistematicamente esclude i comunisti italiani dal governo delle città e della regione. Evidentemente facciamo paura anche a Bassolino». Critico, Diliberto, anche sul metodo che ha portato alla ricandidatura di Rosa Russo Iervolino: «Per la scelta del sindaco la soluzione ideale sarebbero le consultazioni primarie ma Democratici di sinistra e Margherita le evitano perché hanno paura. A questo punto è opportuno sedersi attorno a un tavolo per la decisione». Polemico anche sugli ultimi giorni di campagna elettorale dell' Unione: «è stata pessima perché anche nel centrosinistra si è troppo inseguito Berlusconi. Lui parlava di casa e tutti a parlare di casa. Parlava di Bot, e tutti a parlare di Bot, parla di Ici e tutti parlano di Ici. In campagna elettorale io ho cercato di non seguire il gioco ma spiegare come sta l' Italia e cosa faremo se vinceremo le elezioni». Poi un affondo sul centrodestra: «La Casa delle cosiddette libertà può chiudere dove gli pare la campagna elettorale, ma per il Mezzogiorno non hanno fatto niente e se ne accorgono l' ultimo giorno». Diliberto ha poi chiarito che farà il ministro: «Se il centrosinistra dovesse vincere le elezioni non tornerò a fare il Guardasigilli come ha ipotizzato Cossiga, né intendo ricoprire altri incarichi di governo. Voglio continuare a fare il segretario del partito perché ritengo che il Pdci abbia ancora bisogno di me». Sull' unione con i Verdi nelle liste del Senato Oliviero Diliberto ha infine sottolineato: «Dobbiamo bilanciare a sinistra l' asse dell' Unione. Con il partito di Pecoraro Scanio volevamo allearci anche alla Camera e volevamo farlo anche con Rifondazione comunista, sono certo che avremmo preso un mucchio di voti. Da quindici anni a sinistra si litiga soltanto e mi sono stancato di ripetere la mia idea di provare a rimetterci insieme».

venerdì 24 marzo 2006

"Anomalo che il Napoli non stia in A"

Nel corso di un'intervista al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi c'è stata l'occasione di scambiare due chiacchiere anche sul Napoli. Berlusconi ha espresso la sua opinione che ha scatenato qualche polemica...