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giovedì 2 gennaio 2014

BUONE NOTIZIE PER IL COMMERCIO PARTONO I SALDI A NAPOLI

PIETRO RUSSO (CONFCOMMERCIO), "SPERIAMO CHE I SALDI AIUTINO RILANCIO ECONOMIA"
"Speriamo che il periodo dei saldi possa riportare un po' di luce sull'economia di Napoli e dell'intera Provincia in un periodo di scarsa liquidita'. Allo stesso tempo, l'auspicio e' che la cittadinanza possa puntare su prodotti di qualita' a prezzi vantaggiosi". Lo ha detto Pietro Russo (nella foto), presidente di Confcommercio - Imprese per l'Italia della provincia di Napoli."Il momento economico è molto particolare per le famiglie italiane e per i commercianti: i saldi - ha continuato Russo - possono contribuire al rilancio dei consumi. La speranza, inoltre, è che l'avvio di questo periodo possa coincidere con buoni risultati dal punto di vista turistico, per una crescita che sappia coinvolgere tutto il comparto del terziario".

giovedì 2 dicembre 2010

Facciamo viaggiare i talenti verso Sud

Intervista ad Amerigo Marano, amministratore delegato di TeknoSud, pubblicata su PanoramaEconomy di questa settimana.

di Giovanni Lucianelli

C’è un’azienda a Pomigliano d’Arco, in quello stesso paese del Napoletano finito sulle prime pagine dei giornali per la vicenda Fiat, che rovescia la storia dell’emigrazione italiana. E’ la TeknoSud, società di progettazione meccanica, che riesce infatti ad attrarre menti e conoscenze provenienti dal profondo Nord.
“Dei nostri 110 dipendenti, 90 sono laureati, e il 40% di questi proviene dal Settentrione”, spiega a Panorama Economy Amerigo Marano, 44 anni, fondatore ed amministratore dell’impresa nata nel 2003 dalla scommessa di un geologo. TeknoSud offre i suoi servizi ad aziende impegnate principalmente nei trasporti. Automotive su tutti. E’ partner di Fiat, Alenia, Alstom, Breda, Bombardier, Menarini e Trenitalia.
“La Fiat ha saputo mantenere il proprio know how nella zona di Torino. Da quell’area provengono i nostri dipendenti con maggiore esperienza, che sono giunti al Sud quando l’azienda piemontese ha iniziato a sviluppare la progettazione al Meridione” spiega Marano.” In quei territori esiste un radicamento culturale nel comparto che qui non può esserci per ragioni legate alla storia dell’industria automobilistica del nostro Paese. Ma lavorano con noi anche tanti ragazzi campani”.
“Probabilmente in altre regioni avremmo percorso strade molto meno accidentate” ammette. “Ma TeknoSud ha ottenuto risultati importanti con sacrificio e senza ricevere finanziamenti dallo Stato, aggredendo il mercato con le giuste strategie, grandi competenze e costi contenuti”.
“Abbiamo progettato l’80% degli interiors dei treni ad alta velocità” spiega. “Per quanto concerne il settore automobilistico, siamo leader nella progettazione delle plance comandi di guida: siamo a lavoro sulla nuova Panda, sia per quanto riguarda il design che per la sperimentazione meccanica ed i materiali. Il nostro progetto, sia sulla versione tradizionale con la guida a sinistra che su quella con la guida a destra, sarà consegnato entro dicembre. Ma abbiamo realizzato progetti anche per il nuovo Doblò, la Ferrari, i treni ad alta velocità e il Boeing 787”.
Nell’attività di ricerca viene investito circa il 10% del fatturato (circa 4 milioni di euro annui) depositando brevetti per nuove tecnologie e progetti e collaborando con enti e istituzioni.
“Con la fondazione H2U (l’Università dell’Idrogeno di Bari) stiamo lavorando su un motore a idrogeno” dice ancora Marano. “Ci siamo occupati della progettazione di una microcar alimentata sempre a idrogeno. Nel 2009, in piena crisi economica, abbiamo progettato uno scooter elettrico composto al 99% da materiale riciclabile”.
Nel futuro dell’azienda ci sono progetti di sviluppo con nuovi materiali. E l’espansione all’estero, con i primi concreti passi per avviare un processo di internazionalizzazione. “A breve apriremo una sede in India” conclude infatti l’amministratore di TeknoSud. “Sarà una newco che lavorerà su un territorio dove stiamo riscontrando ottimi risultati nel settore ferroviario. Invieremo lì i nostri progettisti e ovviamente assumeremo personale del luogo. E ottimizzeremo la produzione in tempo reale grazie alla velocità di internet”.

venerdì 4 giugno 2010

A Napoli est borse di studio per sconfiggere il degrado


Si chiama 'NaplEST - Viva, Napoli vive!' l'iniziativa per la riqualificazione dell'area est di Napoli che promuovera' anche un concorso per assegnare una borsa di studio per lo Iacocca Institute riservata ai giovani talenti provenenienti da quattro quartieri interessati al progetto. Il progetto verra' presentato in conferenza stampa a Napoli con il giornalista Enrico Cisnetto mentre all'inaugurazione del 10 giugno viene annunciata la presenza di Riccardo Muti.
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dati della ricerca curata dal professor Luca Meldolesi, ordinario di Politica economica all'Universita' di Napoli Federico II e presidente del comitato nazionale per l'emersione del lavoro non regolare, sull'impatto economico e sociale che il progetto avra' sulla citta'.
NaplEST nasce, sottolineano i promotori, ''dallo slancio di un gruppo di imprenditori e da un investimento completamente privato, con l'obiettivo di cambiare volto a una delle aree maggiormente svantaggiate del capoluogo campano''. In particolare, i quartieri coinvolti dall'iniziativa saranno Poggioreale, San Giovanni, Barra e Ponticelli. Centri commerciali, aree portuali e soluzioni abitative sono alcuni dei programmi. Tra i progetti un parco della musica, ''una struttura tra le piu' grandi d'Europa, che permettera' un rilancio anche dal punto di vista culturale dell'area coinvolta''. Inoltre, tutte le costruzioni ''saranno realizzate avendo un occhio di riguardo al verde, cercando di aumentare 'i polmoni' della citta' partenopea''.

lunedì 15 marzo 2010

Napoli-Cina, collaborazione all'insegna di scienza, cultura ed economia

Nella sala convegni della Camera di commercio di Napoli si è svolto il primo di una serie di tre Forum Italo-Cinesi programmati sul tema 'Scienza, Cultura e Sviluppo economico', promossi dall'associazione Grandangolo e dall'Istituto Confucio, in collaborazione con il Comune di Napoli, l'Unione studenti e il gruppo Giovani Confapi Campania. Il convegno, dal titolo 'Da Chang'an a Roma: l'Ovest e l'Est nell'era della globalizzazioné, rientra nell'ambito delle attività di sviluppo dei rapporti tra il Comune di Napoli e la Municipalità di Wenzou a seguito della firma del protocollo di amicizia siglato dalle due città nel marzo del 2009 e vuole rappresentare un passo di avvicinamento all'Expo 2010 in programma a Shangai da maggio a ottobre, nel corso del quale, all'interno del Padiglione Italia, la città di Napoli sarà protagonista con una propria vetrina dal 23 al 29 settembre. Insieme al sindaco Rosa Russo Iervolino e al presidente del Consiglio comunale di Napoli, Leonardo Impegno, sono intervenuti l'ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Sun Yuxi, il direttore dell'Istituto Confucio, Zhang Qun, il presidente dell'Unione studenti e professori cinesi (sezione Napoli), Deng Xiaogeng, l'addetto culturale dell'Ambasciata Cinese in Italia, Zhang Jianda, Berardo Impegno, presidente dell'Associazione Grandangolo e Angelo Bruscino, presidente Gruppo Giovani Confapi Campania. A seguire, gli interventi di Bruno Genito, che ha approfondito le tematiche della 'globalizzazione nell'antichità e dello sviluppo culturale tra Asia centrale e Cina lungo la via della setaà; di Li Tao, che ha parlato di 'Globalizzazione e sviluppo della Cina: la via della seta ed il puzzle di Jigsaw'; di Lucia Caterina ('Il commercio marittimo sino-europeo nel XVII e XVIII secolo: l'import della porcellana cinese in Italià) e di Maurizia Sacchetti ('Immigrazione ed investimenti diretti cinesi in Italià). "Questo appuntamento - ha detto il sindaco Iervolino - è la conferma del legame sempre più stretto che si è ormai instaurato tra la Cina e Napoli. Rapporto reso più forte dai numerosi incontri promossi sul territorio della provincia dall'associazione Grandrangolo". "E' attraverso lo scambio culturale - ha aggiunto la Iervolino - che i popoli si incontrano e l'Oriente familiarizza con l'Occidente. Non a caso Napoli, sede del più antico istituto Orientale, ospita proficui insediamenti cinesi che hanno reso alcuni nostri quartieri pacifiche chinatown". "Le differenze di cultura, storia e religione - ha continuato il primo cittadino - non devono essere intese come un limite, bensì devono servire a incentivare la conoscenza reciproca tra i nostri Paesi, affinché tra Napoli e la Cina si instaurino rapporti di amicizia e di interscambio economico sempre più forti". Il presidente del Consiglio comunale di Napoli, Leonardo Impegno, ha sottolineato la bontà del legame tra il Paese della Grande Muraglia e la città del Golfo. "Nel marzo del 2009 - ha spiegato - mi sono recato nella città cinese di Wenzou dove è stato stilato un protocollo di amicizia tra le nostre due municipalità. Successivamente, l¿assessore comunale al Turismo Valeria Valente e il vicesindaco di Wenzou hanno firmato un accordo di promozione turistica. Da qui il varo di iniziative come quella della prima guida turistica di Napoli in cinese per promuovere le bellezze della nostra terra nell'estremo Oriente. I rapporti sono buoni e tesi a migliorare la reciproca conoscenza, che nell¿era della globalizzazione è un dato basilare per lo sviluppo". Concetto riaffermato e condiviso in pieni dal direttore dell'Istituto Confucio Zhang Qun. Il presidente nazionale dell'Unione studenti e professori cinesi, Deng Xiaogeng, ha lodato l'impegno della sede napoletana dell'associazione, insieme all'operato dell'associazione Grandangolo e a quello dell'Istituto Confucio: "Grazie anche all'opera del nostro ambasciatore - ha precisato Qun - gli studenti cinesi si sono sempre più integrati con il territorio italiano. Il nostro compito, d'altronde, è facilitare il loro soggiorno all'estero, agevolando gli scambi culturali e la comunicazione". "Ogni studente cinese - ha aggiunto - è da considerarsi, a tutti gli effetti, un ambasciatore della cultura. Da quest'anno, l'Unione ha messo in campo una serie di eventi tesi a promuovere le relazioni culturali e l'amicizia tra le nostre comunità". L'addetto culturale dell'Ambasciata cinese in Italia, Zhang Jianda, ha tracciato la storia dei rapporti tra Italia e Cina fin dal 1970 mentre l'ambasciatore cinese Sun Yuxi, che a fine aprile lascerà l'Italia per raggiungere la sua nuova sede, probabilmente Varsavia in Polonia, ha ringraziato il sindaco Iervolino e il presidente del Consiglio Impegno per "quanto fatto a beneficio della comunità cinese di Napoli". Berardo Impegno, presidente dell'associazione Grandangolo, ha puntato le sue conclusioni sulla globalizzazione: "Oggi siamo più ricchi di conoscenza e di relazioni. Non cominciano da zero, ma costruiamo un futuro globale nel quale tutti possiamo vivere meglio e con maggiore benessere. La Cina è una grande occasione per il Sud e segna l'apertura di una nuova storia".

giovedì 11 marzo 2010

Nasce "La bulla", 'incubatore d'impresa del Polo orafo napoletano

Accompagnare lo sviluppo delle imprese nel settore orafo e insegnare ai giovani l'antica tradizione della lavorazione dei metalli preziosi e delle pietre. Con questo obiettivo è stato inaugurato oggi l'incubatore d'impresa del Polo orafo napoletano, denominato 'La bulla', dal gioiello che i giovani ragazzi romani indossavano come amuleto fino al raggiungimento della maggiore età e dell'indipendenza. Al taglio del nastro del centro, realizzato in un immobile di proprietà del Comune di Napoli in via Duca di San Donato, hanno partecipato l'assessore al Commercio del Comune di Napoli Mario Raffa, il presidente del Consorzio Borgo Orefici Roberto de Laurentiis, l'assessore all'Artigianato della Provincia di Napoli Valeria Casizzone, i presidenti del Consiglio comunale e provinciale, rispettivamente, Leonardo Impegno e Luigi Rispoli e, in rappresentanza della II Municipalità, che ha fortemente spinto per la ristrutturazione dell'immobile abbandonato dopo il terremoto, l'assessore Gianfranco Wurzburger. Due le funzioni principali dell'incubatore la cui gestione è affidata al Consorzio: la formazione orientata all'occupazione, l'incubazione di otto giovani imprese selezionate attraverso un bando. Imprese che godranno per i prossimi 4 anni del tutoraggio orafo e aziendale e che saranno poi aiutate a trovare un laboratorio nel borgo per lasciare il posto ad altre 8 aziende nascenti. "Gli obiettivi sono - ha detto Raffa - incrementare l'occupazione, favorire l'emersione del sommerso, rafforzare il capitale umano delle aziende attraverso la formazione, proprio come si faceva un tempo in bottega dove i giovani imparavano a lavorare". Nel 5 fabbricato (che ha cinque piani) sono stati realizzati e attrezzati un laboratorio didattico orafo, un'aula informatica, un'aula di disegno tecnico, un laboratorio gemmologico e 7 laboratori orafi, cui si aggiungono un centro servizi e un'area espositiva aperta al pubblico e a visite turistiche. "Oggi - ha commentato De Laurentiis - con l'apertura dell'incubatore e della scuola orafa, che a Napoli mancava, si corona un sogno che ci consentirà di togliere i giovani dalla strada e insegnare loro la tradizione della creazione di gioielli artigianali che tutto il mondo ci invidia, ed è anche un segnale dell'attenzione delle istituzioni per il rilancio di piazza Mercato". Un progetto, quello dell'incubatore del Polo orafo napoletano, iniziato nel 2000, quando il Comune di Napoli, la Regione Campania con altri enti locali ed associazioni, tra cui il consorzio Borgo Orefici, stipularono il protocollo d'intesa per la nascita e la crescita del Polo orafo campano, che vede protagonisti Borgo Orefici, il Tarì di Marcianise e Torre del Greco. "La riqualificazione dei centri storici - ha affermato Casizzone - è obiettivo ambizioso da perseguire, in cui è giusto investire fondi locali e governativi e lo è ancor di più quando si fa formazione finalizzata all'occupazione".

mercoledì 10 marzo 2010

Il turismo campano alla Borsa di Berlino


Anche per l'edizione 2010 la Regione Campania è presente alla Borsa internazionale del Turismo di Berlino in programma da oggi e sino al 14 marzo. E' prevista la partecipazione di oltre venti operatori del settore. Verranno promossi i prodotti turistici delle filiere 'Terme' e 'Mare' con tutte le località delle Costiere Sorrentina e Amalfitana, delle isole di Capri, Ischia e Procida, del Cilento, e i principali eventi culturali che rappresentano una attrazione di alto livello per la primavera e per l'estate 2010. Il 12 marzo nell'area espositiva della Regione Campania l'assessore al Turismo e alle Attività Produttive incontrerà la stampa e gli operatori stranieri per illustrare le principali attività e presentare le iniziative di comarketing, ormai in via di assegnazione, finalizzate all'incoming turistico dai mercati internazionali di riferimento. Per quel che riguarda gli eventi e le manifestazioni, l'assessorato al Turismo, oltre a presentare l'imminente Maggio dei Monumenti di Napoli (www.comune.napoli.it) giunto alla sua sedicesima edizione e dedicato alle contaminazioni tra cultura partenopea e spagnola, farà una panoramica sui principali eventi e festival della prossima stagione. In primo piano i grandi festival di cinema, teatro, musica, tra cui il Giffoni Film Festival, l'Ischia Global Film and Music Fest, il Napoli Teatro Festival Italia, le Leuciane e Settembre al Borgo, il Festival di musica delle Ville Vesuviane, il Ravello Festival e i concerti del Teatro di San Carlo a piazza del Plebiscito. A chiudere la stagione estiva sarà il consueto appuntamento con la tradizione della Piedigrotta di Napoli, con i suoi carri allegorici e lo spettacolo di fuochi pirotecnici. Centrale nella promozione del territorio sarà anche la valorizzazione dei beni culturali con appuntamenti turistici dedicati ai grandi attrattori come gli Scavi di Pompei e la Reggia di Caserta con i percorsi di suoni e luci finanziati e promossi dalla Regione, dal titolo "Le Lune di Pompei" e "Percorsi di Luce nella Reggia", in programma già a partire dalla Pasqua. La partecipazione è stata curata dall' Ente Provinciale del Turismo di Napoli. Tutti gli eventi e gli appuntamenti della Campania sono sul sito www.incampania.com. "La Campania - sottolinea l'assessore regionale al Turismo Riccardo Marone - per l'appuntamento fieristico di Berlino, riservato al business, punta soprattutto alle sue eccellenze turistiche territoriali. Si parte dalle proposte di termalismo che sono tra le principali offerte per il mercato tedesco con oltre cento stazioni termali e con l'ospitalità alberghiera che spazia dai grandi hotel deluxe alle strutture dedicate a giovani e famiglie. L'altra filiera di maggior interesse è quella legata alle località di mare, sia le tradizionali mete come Sorrento, le isole, Positano e la costiera amalfitana, che le località della costa cilentana che si stanno affermando sia per il mare incontaminato che per una proposta turistica legata alla natura e allo sport".

mercoledì 30 settembre 2009

Napoli guarda a Bagnoli


Il numero in edicola di "Panorama Economy" propone un'inchiesta intitolata "Il nuovo ballo del mattone". Si parla, come potete immaginare, di immobiliare, con suggerimenti per gli investimenti in 10 città di Italia.
Ecco il mio pezzo su Napoli.

I programmi di riqualificazione e valorizzazione del territorio potranno offrire nuove opportunità di investimento nel «mattone». Ne è convinto Fabrizio Orlanti, agente immobiliare con vent'anni di esperienza nel settore e titolare della Remai professional group. «I prezzi in città hanno tenuto» spiega «anche se con un calo medio del 10%. Sul fronte delle compravendite, invece, abbiamo registrato perdite nell'ordine del 35%».
Le proposte di investimento di Orlandi oscillano tra certezze consolidate e pro-babili. «Senza tener conto degli eccessi» ragiona «a Napoli la casa è il bene rifu-gio per eccellenza. Per questo, è ancora possibile fare qualche buon affare. Al Vomero e nelle zone di Chiaia e Posillipo, i quartieri residenziali più chic della città, per esempio, i prezzi per un bi-trivani variano, rispettivamente, dai 4 ai 7 mila euro al metro quadrato e dagli 8 agli 11 mila curo al metro quadrato».
Un investimento del genere prevede una rendita di circa il 5% lordo, a cui si deve aggiungere una rivalutazione quinquennale del bene di almeno il 15%. Se, invece, non c'è l'urgenza del ritorno sull'investimento, sottolinea Orlanti, il quartiere di Bagnoli può offrire interessanti prospettive: «Nell'area che fu dell'ex Italsider vanno avanti i piani di bonifica e, nel giro di dieci anni, un immobile acquistato oggi tra 3 e 3.500 curo al mq potrebbe rivalutarsi del 30-35%, con una rendita fino al 4% lordo». Analogo discorso per il centro storico e per la zona dei Decumani, dove l'andamento del mercato è però vincolato alla presenza di ascensore e parcheggio auto. «Sono aree di grande potenzialità» continua Orlandi «sulle quali bisognerebbe investire con piani di restyling, perché non possiamo certo immaginare che esistano ancora oggi quartieri dormitorio».
«In questa fase di recessione le banche sono più caute nella concessione dei mutui. Allo stato attuale viene erogato al massimo il 70% del valore dell'immobile, rispetto alla copertura completa di qual¬che anno fa» aggiunge. «Questa situazione porta a comprimere la fascia intermedia del mercato, a vantaggio degli immobili di fascia bassa e di quelli di pregio, che paradossalmente vivacizzano il comparto». Il consiglio più importante è solo uno: «La fretta è una cattiva consigliera. Se non c'è necessità immediata, bisogna attendere e cogliere al volo le opportunità».

mercoledì 22 aprile 2009

Il gusto salvato dall'estinzione

Su "Panorama Economy" di questa settimana un mio articolo sul Pastificio Garofalo, dal titolo "Il gusto salvato dall'estinzione".
Ecco il link al sommario della rivista in edicola.
Qui, invece, potete leggere l'articolo.

Che cosa si ottiene dal sapore antico della tradizione unito alla forza della tecnologia? È la scommessa dell’antico Pastificio Garofalo di Gragnano (Napoli), presieduto da Massimo Menna, che con i suoi 110 dipendenti ha appena lanciato solo sul suo negozio virtuale (www.pastagarofalo.it/eshop/) la linea Doc. La sigla non sta per Denominazione di origine controllata, ma per Delizie di onesta cucina: sette prodotti della cultura gastronomica campana, «salvati» dall’estinzione.
«Sono tutte bontà vere» dice a Economy Emidio Mansi, responsabile commerciale Italia dell’azienda. «Non abbiamo la presunzione di pensare che siano i migliori prodotti, ma siamo certi di aver ritrovato sapori con un carattere unico».
Il risultato di questa attenzione alla qualità è nei fatturati: Garofalo ha chiuso il 2008 con 95,5 milioni di giro d’affari, in crescita del 51% rispetto all’anno precedente, mentre le tonnellate di pasta prodotte sono state più di 86 mila, +6% rispetto al 2007.
In realtà, le delizie di Garofalo sono ricche e variegate: si va dal «pomodoro giallo del Piennolo», coltivato e tramandato dal 1544 dai monaci camaldolesi di Nola, al «fagiolo a Formella», così chiamato in dialetto napoletano per la sua forma circolare, a bottone; dalla «torzella riccia», la più antica forma di cavolo del Mediterraneo con quasi 40 secoli di storia alle spalle, alla «colatura di alici di Cetara», condimento tra i più gustosi della tradizione gastronomica campana nato per errore - si racconta - dall’incontro tra una botte sgangherata e un monaco curioso di Salerno. Sono tutte specialità da tempo abbandonate per la poca adattabilità industriale, ma riscoperte da un giovane agronomo.
Discorso a parte meritano gli oli recuperati alla tavola (e al palato) da un paziente lavoro di aziende agricole che fanno della riscoperta delle eccellenze e delle biodiversità il proprio punto di forza.
Ci sono, per esempio, il «Monocultivar Ortice», olio extravergine di oliva particolarmente raro per il suo sapore strutturato e raffinato; o il «Monocultivar Ravece», che nasce sulle colline dell’Irpinia. E ancora il «Monocultivar Ogliarola sorrentina», olio che racchiude nel suo gusto intenso la ricca storia contadina di Vico Equense e della penisola sorrentina. Tre extravergine che garantiscono, anche a un semplice piatto di spaghetti, un sapore e una fragranza assolutamente unici.
I prodotti sono stati selezionati per la loro perfetta compatibilità con la pasta Garofalo, che ne esalta le caratteristiche, e per la loro capacità di essere, al tempo stesso, nobili e popolari proprio come la pasta.
Le aziende che ne curano la produzione (l’Azienda agricola Palmese, l’Azienda agricola Capolino Perlingieri, l’Oleificio San Comaio, il Frantoio Ferraro e la Delfino Battista srl) si servono ancora dei tradizionali sistemi di coltivazione, proprio come usavano, nei più sperduti angoli della Campania, i contadini di tanti secoli addietro.

mercoledì 17 dicembre 2008

Il Sud è frenato dai fondi pubblici

Sul numero di Panorama Economy in edicola è stato pubblicato un mio articolo sul rapporto Unicredit, che sostiene che i finanziamenti statali sono "inutili, se non dannosi" per l'innovazione delle medie imprese meridionali.
Qui il link all'articolo.