venerdì 19 marzo 2010

La Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi apre al pubblico


Per decenni è stato possibile ammirarne solo il portale sprangato, da pochi mesi invece la chiesa di S. Anna dei Lombardi a Napoli ha riaperto le porte per mostrare i suoi tesori a cittadini e turisti. E dopo l'interesse suscitato nel periodo natalizio, a Pasqua potrebbe accogliere ancora cultori d'arte e semplici curiosi. Si tratta, certo, di una delle belle novità del capoluogo partenopeo che meriterebbe di figurare tra le pagine di “Buone notizie da Napoli”, il recente libro di Giovanni Lucianelli che raccoglie i successi all'ombra del Vesuvio.
L'edificio sacro è considerato un vero museo dell'arte rinascimentale, edificato agli inizi del Quattrocento per volere di Gurello Orilia, protonotario del Regno di Re Ladislao e nobile del sedile di Porto. All'interno spicca la Deposizione di Guido Mazzoni, composizione in terracotta con sette figure a grandezza naturale (in origine policrome) eseguite nel 1492. Intorno al Cristo disteso si agitano varie figure che mostrano in modo magistrale lo strazio per la passione del Signore. I resoconti degli esperti rivelano che alcune di queste statue, raffiguranti personaggi della storia sacra, hanno la fisionomia di illustri contemporanei dell'artista: il re Alfonso II, i letterati Giovanni Pontano e Sannazzaro. E un altra gustosa particolarità è che un'opera perfettamente identica è custodita a Ferrara nella chiesa del Gesù.
Ma chi entra a S. Anna dei Lombardi può godere anche di una singolare visita guidata: come solo a Napoli può succedere, il custode si trasforma in guida turistica, animato da genuina e coinvolgente passione, e accompagna gratuitamente in un giro turistico che coniuga arte e sacralità. Si sosta nella cappella dell' Assunta, appartenuta alla famiglia de' Sangro, dove l'attenzione viene colpita da un Frate Olivetano, dipinto da Giorgio Vasari, il grande artista fiorentino che ha affrescato anche la volta della sagrestia vecchia, un tempo refettorio dei frati, divenuto poi oratorio e in seguito deposito di arredi sacri e sala per le riunioni. E il giro potrebbe continuare ancora per molto, ammirando le innumerevoli meraviglie che arricchiscono questo gioiello ritrovato: dal dipinto dell' Annunciazione attribuito a Piero della Francesca ai Santi Giacomo e Giovanni probabilmente realizzati da Matteo del Pollaiolo, solo per fare qualche nome. Molto ci sarebbe ancora da vedere, ma il tempo stringe: il custode-cicerone fa cenno di uscire e chiude il portone d'entrata. Ma, niente paura, non bisognerà attendere altri decenni: domani si riapre.

Domenico Allocca

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