mercoledì 5 novembre 2008

Il business resta in porto


Nel numero in edicola di "Panorama Economy" troverete un mio articolo intitolato "Il business resta in porto".
A questo link il sommario del numero di questa settimana.

IL BUSINESS RESTA IN PORTO

L'assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, organizza un incontro tra imprese e operatori stranieri su una nave da crociera. Ma il progetto viene silurato da veti e gelosie.
di Giovanni lucianelli

Da «crociera delle eccellenze» a «Titanic del business»: il tutto in poco meno di un mese, il tempo necessario a far naufragare l'idea dell'assessore alle Attività produttive della Regione Campania, Andrea Cozzolino, di riunire per tre giorni piccole e medie imprese del terri¬torio e buyer stranieri su una nave, per sviluppare un circuito virtuoso di con¬tratti e scambi commerciali. Un'iniziativa andata a picco sotto le bordate dei colleghi di giunta, che hanno criticato la spesa, un milione di euro. interamente a carico delle casse regionali, e del mondo sindacale e imprenditoriale, i cui rappresentanti hanno lamentato uno scarso coinvolgimento.
Inevitabile il forfait della società cui era stata affidata l'organizzazione dell'evento, in programma dal 25 al 27 ottobre, nello scenario del Golfo di Napoli: Richmond Italia. Il motivo ufficiale sta nella mancata firma del contratto con Palazzo Santa Lucia, un ritardo che lo stesso assessore regionale ha motivato così: «Non è stato possibile siglare il contratto, perché Richmond non ha ancora for-malizzato lista e numero definitivo dei partecipanti, dato indispensabile per la determinazione dei costi e del contratto». È probabile, a questo punto, che le
parti finiscano in tribunale.
Il piano era ambizioso: a bordo di una delle ammiraglie del gruppo Msc - la «Melody» - avrebbero dovuto trovare ospitalità 120 rappresentanti di 60 aziende e 100 buyer (la metà stranieri, provenienti da Spagna, Francia, Gran Bretagna, Canada, Usa e Svizzera) per «valorizzare i rapporti con le piccole e medie imprese campane e potenziare le relazioni internazionali». In totale, oltre 400 i partecipanti a bordo, tra ospiti, relatori, rappre¬sentanti delle istituzioni e giornalisti. Sette i settori protagonisti (logistica, aerospaziale, filiera della casa, agroalimentare, riqualificazione del territorio, moda e biotech), ognuno caratterizzato da un prodotto o da un servizio di eccellenza «made in Campania».
La crociera era stata presentata in conferenza stampa agli inizi di ottobre con tanto di statistiche e di previsioni: poi, nel giro di qualche giorno l'iniziativa è «affondata». Prima sono arrivate le perplessità della stessa maggioranza di governo. L'unico a difendere Cozzolino è stato l'assessore al Turismo Claudio Velardi, che ha bollato come «provincialismo avvilente» le critiche alla manifestazione.
L'economista Mariano D'Antonio, titolare della delega al Bilancio, si è chiesto da dove arrivino i finanziamenti (un milione di euro), dal momento che nessuno lo ha avvisato del progetto. Confindustria Campania, Cisl e Confcommercio hanno lamentato il mancato «coinvolgimento del mondo associativo e sindacale nell'organizzazione del
l'evento». L'opposizione di centrodestra ha chiesto di annullare la crociera, a causa della crisi.Ma Cozzolino tira diritto: «Si fa così in tutto il mondo e ci attendiamo da questo appuntamento un grande ritorno, dal punto di vista dei contratti stipulati e delle relazioni intessute con i compratori internazionali, da parte delle imprese».
A conclusione di una settimana di litigi è arrivatala decisione di Richmond Italia di salpare verso altri lidi. Come probabilmente faranno quanti erano intenzionati a investire in Campania e che hanno avuto modo di intuire come si ragiona a queste latitudini.

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