Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post

venerdì 23 luglio 2010

Una nuova speranza contro la leucemia

La quercetina, una piccola molecola ad attività antiossidante, comunemente presente in cipolle, capperi, sedano, mele, uva, té verde e vino rosso, potrebbe essere impiegata nelle terapie preventive e curative delle leucemie. Ad attestarlo è una ricerca dell'Istituto di scienze dell'alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Isa-Cnr), pubblicata dal British Journal of Cancer. "I nostri studi, eseguiti anche da altri gruppi di ricerca, dimostrano che la quercetina appartiene a quell'ampio gruppo di molecole di origine vegetale, i fitochimici, capaci di attività chemio-preventiva", spiega Gian Luigi Russo, ricercatore dell'Isa-Cnr e responsabile della ricerca. In sostanza, dice Russo, "la molecola è capace di bloccare il processo di trasformazione di una cellula normale in tumorale, oppure di invertirlo, se è già in atto". Finora gli studi erano stati condotti essenzialmente su linee cellulari o modelli animali mentre ora, per la prima volta, è stato dimostrato che la quercetina è efficace in cellule tumorali di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica (Llc). "In tali pazienti - continua Russo - la molecola è in grado di rendere vulnerabili al trattamento farmacologico con chemioterapici cellule isolate dal paziente che prima non lo erano". I dati finora raccolti fanno ben sperare per una prossima sperimentazione clinica: "Sebbene non sia esente da tossicità, studi preclinici hanno dimostrato che la quercetina è invece ben tollerata anche a dosi elevate". La quantità di quercetina assunta giornalmente con la dieta (25-30 milligrammi) è molto lontana dal poter svolgere una qualsivoglia attività biologica. L'attività antitumorale, infatti, scatterebbe all0assunzione di dosi farmacologiche. La leucemia linfocitica cronica colpisce circa 1-6 persone su 100.000 e rappresenta la più frequente forma di leucemia nell'adulto (22-30% dei casi). Attenzione, però, a interpretazioni errate o superficiali dei dati scientifici, avverte Russo: "Massicce dosi di antiossidanti, quercetina inclusa, assunte liberamente come supplementi dietetici da persone sane e senza il diretto controllo del medico, possono risultare dannose alla salute".

sabato 17 luglio 2010

Tumori solidi, un nuovo gene protagonista

Lo studio di malattie genetiche rare può portare a chiarire meccanismi molecolari alla base di numerose patologie, tra cui l’insorgenza di tumori e di infertilità. Lo conferma una ricerca sull’anemia del Fanconi, condotta dai ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Igb-Cnr) e pubblicata sulla prestigiosa rivista Molecular Cell, chiarendo la funzione di un gene (il gene FANCD2), che risulta mutato in questa patologia.

Lo studio ha evidenziato come, in caso di danneggiamento del DNA, la scelta del corretto meccanismo di riparazione giochi un ruolo chiave nel determinare il destino di una cellula. “FANCD2 è un gene che risulta mutato nell’anemia del Fanconi, una complessa e rara malattia genetica che presenta una varietà di sintomi, tra cui la predisposizione a sviluppare tumori solidi, anemia ed infertilità: tutti aspetti ascrivibili a difetti nella riparazione dei danni al DNA”, spiega Antonio Baldini, direttore dell’Igb-Cnr.

“Con questo studio abbiamo evidenziato che la funzione primaria del gene FANCD2 nelle cellule del corpo è soprattutto quella di tenere inattiva la ‘giunzione non omologa delle estremità dei cromosomi’, un meccanismo di riparazione molto efficiente ma poco accurato”, prosegue il ricercatore. “In caso contrario, cioè se il gene non funziona e la cellula adotta il meccanismo di replicazione ‘sbagliato’, si ottengono anomalie cromosomiche e ipersensibilità ad agenti genotossici che sono la causa della predisposizione allo sviluppo di tumori solidi”.

Questa scoperta riguardante l'azione del gene FANCD2 non è però rilevante solo per i malati di anemia del Fanconi, che presenta frequenza di 1–5 casi ogni 1.000.000 di nati e che in Italia con il 50% dei casi è concentrata in Campania, ma per lo studio dei tumori solidi in generale. “Nella trasformazione neoplastica si accumulano un alto numero di mutazioni in numerosi geni, alcune delle quali sono causa, altre conseguenza della malattia”, sottolinea Adriana La Volpe, coordinatrice dello studio. “Le sindromi ereditarie di predisposizione al cancro come l’anemia del Fanconi, sono molto importanti per noi ricercatori per capirne le cause, permettendoci di discriminare tra mutazioni in geni ‘piloti’ del tumore e in geni ‘passeggeri’, le prime causa e le seconde conseguenza dell’insorgenza”.

lunedì 28 giugno 2010

Il Pascale riferimento per il melanoma

L'Istituto Pascale di Napoli è centro di riferimento italiano nella cura del melanoma, tumore della pelle particolarmente aggressivo che in Italia fa 1500 morti l'anno: infatti un paziente su 5 che si rivolge al dipartimento Melanoma e tessuti molli e all'unità di Oncologia medica e terapie innovative dell'Istituto, arriva da fuori regione. "Trattiamo circa 400 casi di melanoma l'anno", spiega Nicola Mozzillo, direttore del dipartimento secondo il quale le nuove diagnosi sono circa 150. "In Italia ogni anno si ammalano circa 7mila persone, 400 delle quali in Campania - prosegue Mozzillo - l'incidenza della malattia è crescita di oltre il 30% nell'ultimo decennio, soprattutto nella fascia d'età che va dai 30 ai 40 anni". "Abbiamo dato un primo colpo al melanoma - dice Paolo Ascierto, direttore dell'unità di Oncologia medica - per 30 anni per la malattia avanzata avevamo solo la garbazina, farmaco che ha un'efficacia molto limitata. Durante l'ultimo congresso di oncologia americano sono stati presentati dati di un altro farmaco, l'ipilimumab". "Si tratta di un farmaco rivoluzionario - evidenzia Ascierto - perché agisce non sul tumore ma sul sistema immunitario potenziandone gli effetti e quindi ha un'azione antitumorale indiretta". Così come spiegato da Ascierto, dopo il trattamento con questo farmaco oltre il 20 % dei pazienti con malattia avanzata ha una sopravvivenza di 5 anni contro lo scarso 5% dei pazienti trattati con l'altro principio attivo. "La maggior parte aveva una sopravvivenza mediana di 6.2 mesi e l'abbiamo portata con questo farmaco ad oltre 10 mesi e ad un anno sopravvive il 46% dei pazienti mentre prima sopravviveva solo il 25%", ha aggiunto il direttore dell'unità di Oncologia medica del Pascale. Il 20% dei pazienti arrivano da fuori regione non solo dal Meridione ma anche dal nord Italia e dall'Europa. I dati relativi allo studio saranno presentati lunedì 28 giugno nel corso del convegno internazionale "Immunoterapia e melanoma" (palazzo Alabardieri dalle 9.30 alle 18). "La prevenzione è l'arma più efficace - continua Ascierto - il messaggio è duplice: proteggiamo i nostri figli e attenzione alle lampade abbronzanti. Oggi vediamo molti malati in età giovane 30 anni. Probabilmente stiamo pagando oggi errori fatti in passato con esposizione non cauta al sole. C'é uno studio che mette in evidenza come l'esposizione a questi dispositivi artificiali fatta al di sotto dei 30 anni aumenta il rischio di melanoma del 75%. L'esposizione ai raggi ultravioletti ai fini della prevenzione va considerata come il fumo di sigarette. Bisogna informare i ragazzi che l'esposizione incauta alle lampade abbronzanti è rischiosa". "Assistenza e ricerca al Pascale vanno di pari passo. La ricerca deve essere portata immediatamente al letto del paziente", ha proseguito Tonino Pedicini, direttore generale, ricordando che il melanoma non deve essere rimosso ambulatorialmente ma in una struttura adeguata. E per diffondere il messaggio relativo alla prevenzione e cura del melanoma due testimonial d'eccezione, il comico ed attore Alessandro Bolide e il calciatore Lello Palladino che ha consegnato ad Ascierto tre magliette autografate da vendere su ebay, la sua di Mirante e di Migliaccio, per sostenere la fondazione melanoma. "Cercherò di coinvolgere il maggior numero di calciatori per sostenere l'iniziativa", assicura Palladino.

venerdì 11 giugno 2010

Medici e artisti contro l'alzheimer

Unirà lo studio delle patologie neurodegenerative - come Alzheimer e Parkinson - con lo spettacolo l'iniziativa "Guardare lontano", in programma il prossimo 18 giugno al Teatro Diana di Napoli e presentata oggi nel corso di una conferenza con i testimonial, gli attori Patrizio Rispo e Rosaria De Cicco. Divisa in due parti, "Guardare Lontano" - organizzata dall'AINAT (Associazione italiani neurologi ambulatoriali e territoriali) - prevede una sessione scientifica, dalle 15 alle 18 e, di seguito, un dibattito con il pubblico, al quale faranno seguito anche due spettacoli: l'esibizione teatrale 'Il Paziente' (ore 20.20 a cura de "Il Pozzo ed il Pendolò), una degustazione di prodotti tipici campani e il concerto di Joe Barbieri. Ad introdurre la serata saranno i testimonial Rosaria De Cicco e Patrizio Rispo. Il progetto di rete integrata di servizi, assistenza e formazione per le patologie neurodegenerative e le demenze senili coinvolge neurologi territoriali, ospedalieri ed universitari per uno scambio diretto di informazioni sui pazienti ed una razionalizzazione dell'assistenza. "Solo nella provincia di Napoli ci son circa 3000 pazienti alzheimeriani, circa 6000 in tutta la Campania - dice Giuseppe Barbato, presidente nazionale Ainat - attualmente ci sono circa 800 nuovi casi accertati ogni anno". "A questi vanno aggiunti gli ammalati di Parkinson, Parkinsonismi altre forme di demenze e quelli colpiti da ictus cerebralì, aggiunge Barbato. Si tratta di patologie che hanno un forte impatto sociale ed economico. "Ci si ammala infatti intorno ai 55 anni e con il passar del tempo le famiglie degli ammalati sono sempre più coinvolti nell'assistenza. Il progetto di rete coinvolge tre livelli di assistenza sanitaria: gli ambulatori dei neurologi territoriali, le neurologie ospedaliere, e il centro Parkinson regionale presso l'Università Federico II. La rete intende evitare l'ingolfamento delle strutture ospedaliere e del centro del II Policlinico. Il percorso di diagnosi inizia infatti presso il poliambulatorio distrettuale. Ma non è tutto: di rilevante importanza non solo la presa in carico del paziente, ma anche dei suoi familiari che saranno coinvolti in una serie di progetti di informazione. "Il compito di noi volti cosiddetti noti - ha detto Patrizio Rispo, attore della fiction 'Un Posto al sole' - è quello di smuovere la patina di indifferenza". Per Rosaria De Cicco, "conoscere ed informarsi é importantissimo, soprattutto in un mondo dove si pensa solo all'immagine, e dove spesso ci si dimentica che le malattie possono riguardare tutti".

sabato 29 maggio 2010

Al Pascale "cemento" per le vertebre

Si chiama"algometro" e serve a misurare il dolore. Funziona come un termometro che, grazie a una scala graduata da 0 a 10, valuta il dolore percepito. Per i bambini al posto dei numeri ci sono delle faccine, da quella sorridente alla più triste. Dal 28 maggio è in dotazione al Pascale e dal 1 giugno sarà distribuito ai pazienti da sottoporre a terapia antalgica appropriata. Ma il device non è l' unica novità di cui si parlerà durante la giornata nazionale del Sollievo che, organizzata dal Pascale, dalla Federico II e dal Santobono, si svolgerà nell' aula Romolo Cerra sotto la presidenza del direttore di Terapia antalgica, Arturo Cuomo, e dei professori Maiuri e Tufano dalle 8.30 di venerdì. Nel convegno dedicato ai "Tumori metastatici del rachide", coordinato da Luca Serra, responsabile di Chirurgia spinale del polo oncologico, si discuterà della possibilità di alleviare la sofferenza causata dalle fratture vertebrali grazie all' impiego di un materiale sintetico, una sorta di cemento che, una volta iniettato nelle lesione, permette il ripristino di una condizione anatomica e funzionale quasi normale. «Negli ultimi anni in campo chirurgico», spiega Serra, «la vertebroplastica è la maggiore novità: una procedura miniinvasiva che può essere utilizzata per il trattamento delle metastasi. Si effettua in anestesia locale e consiste nell' iniezione, attraverso un ago introdotto sotto controllo radiologico, di qualche millilitro di cemento acrilico nella vertebra. Si ottengono due risultati: l' immediata scomparsa o la significativa riduzione del dolore e, soprattutto, il consolidamento strutturale della vertebra per prevenire conseguenze invalidanti. Il cemento, inoltre, causa la necrosi delle cellule tumorali con un effetto locale anche sull' avanzamento della malattia». Altrettanto positiva l' attivazione, al Cardarelli dopo 11 anni di attesa (di medici e pazienti), di 7-8 posti letto del reparto di Terapia antalgica diretto da Vincenzo Montrone: «Finalmente c' è un percorso assistenziale definito con il malato oncologico seguito e curato per tutto l' iter, diagnostico e terapeutico». «La struttura era attiva da tempo, ma priva di posti letto», aggiunge il manager Rocco Granata, «adesso, entro pochi giorni, la Terapia antalgica sarà, insieme all' Oncologia diretta da Giacomo Cartenì, all' interno del Padiglione Palermo».

Il Comune in campo per la donazione di organi

Una seduta del Consiglio comunale solenne dedicata alla donazione di organi. Palazzo San Giacomo si mobilita e, precedendo la giornata nazionale dei trapianti, ha messo in calendario per un confronto istituzionale sulla necessità di perseguire sul percorso della sensibilizzazione, nell' ambito della campagna "Dona gli organi, dona la vita". Alla manifestazione, organizzata e voluta dal sindaco Rosa Russo Iervolino, dal direttore del centro trapianti di fegato del Cardarelli Fulvio Calise e dal consigliere Vito Lupo, ha partecipato anche Salvatore Galiero, anche lui esponente del Consiglio comunale e, soprattutto, trapiantato di fegato da Calise. «La lista d' attesa, se troppo lunga uccide»,è l' allarme di Lupo, chirurgo per anni in forza al centro trapianti della Federico II diretto da Mario Santangelo, «infatti la percentuale di mortalità è diversa per coloro che aspettano un rene e quelli in attesa di un fegato: peri primi, anche se solo il 15 % arriva in tre anni al trapianto, la sopravvivenza è maggiore grazie alla dialisi, mentre tanti pazienti in attesa di un fegato non fanno in tempo a essere trapiantati. In più, c' è il trend negativo delle opposizioni che quest' anno sono in aumento rispetto al 2008 e al 2009».

venerdì 23 aprile 2010

Salvato da un ospedale napoletano, per riconoscenza realizza una statua

E' alta quattro metri e pesa 25 quintali la statua in bronzo e oro che Walter Pugni, artista veneziano, ha trasportato a bordo di un tir speciale che ha guidato personalmente da Venezia, per esporla davanti all'ingresso della palazzina scientifica dell'Istituto dei tumori di Napoli. L'opera dal titolo 'Olimpic man not violence' è stata realizzata su commissione della città di Olimpia, ad Atene, e ogni quattro anni verrà trasportata nella città in cui si svolgono le Olimpiadi. E' la prima volta che la statua, realizzata in 23 anni, viene esposta al pubblico. Pugni ha voluto la vetrina napoletana, e in particolare del Pascale, in segno di riconoscenza nei confronti del professor Vincenzo Iaffaioli e del dottor Nicola Maurea, i due oncologi dell'Istituto dei tumori di Napoli che, dice, "mi hanno salvato la vita". Prima di approdare al Pascale, Walter Pugni ha peregrinato per gli ospedali del Nord Italia e di Montecarlo, dove è molto conosciuto e amato, nel tentativo di guarire da un tumore che gli era stato diagnosticato, ma da cui nessuno riusciva a venirne a capo. Grazie all'equipe del professor Iaffaioli e del dottor Maurea, Walter Pugni, ha scoperto di non essere affetto da alcun carcinoma, ma solo da una patologia cardiaca per la quale è stato subito sottoposto a terapia. La statua rimarrà a Napoli solo pochi giorni, benché il desiderio dell'artista sarebbe quello di portare le sue opere a Palazzo Reale e di devolvere il ricavato della mostra alla ricerca contro il cancro.

venerdì 9 aprile 2010

Una mini valvola aortica, per la prima volta in Italia

Dove non arriva il bisturi del chirurgo sempre di piu' puo' sopperire un tubicino infilato in un'arteria. Alla clinica Montevergine di Mercogliano, in provincia di Avellino e' stata impiantata via catetere per la prima volta in Italia una mini protesi valvolare aortica piu' piccola di un terzo rispetto a quelle tradizionali, che puo' essere usata in molti casi in cui gli interventi di chirurgia tradizionale non possono essere svolti.
''La novita' della valvola sta nelle sue dimensioni - spiega Eugenio Stabile, che ha partecipato all'intervento effettuato dall'equipe di Paolo Rubino - e nel materiale di cui e' fatta, il cromo cobalto invece dell'acciaio inossidabile. L'intervento con il catetere offre numerosi vantaggi rispetto a quello in cui si apre il torace, come ad esempio il fatto che puo' essere effettuato in anestesia locale evitando sia le controindicazioni di quella totale, come ad esempio la presenza di patologie come la bronchite cronica l'eta' avanzata, sia le lunghe degenze''.
La valvola e' stata impiantata in un paziente affetto da stenosi valvolare aortica: ''E' una patologia da cui e' affetto lo 0,4% della popolazione - spiega Stabile - si calcola che ci siano in Italia 50mila persone in attesa di intervento, di cui pero' solo meta' viene operato proprio per le controindicazioni all'intervento. Nel nostro paese pero' sono solo una decina al momento i centri in grado di effettuare questo tipo di operazione''.
Il professor Rubino ha presentato in questi giorni i dati della sua esperienza clinica ad un congresso internazionale di cardiologia interventista a Pechino che sono stati pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology. Tra questi la diminuzione del rischio di ictus e morte durante l'esecuzione dell'angioplastica carotidea.

Bimba con malattia rara, il Policlinico produce salvavita

Arrivava da Boston, unico luogo al mondo in cui si produceva: adesso, invece, la medicina salvavita per la piccola P., affetta da una malattia rarissima, viene
prodotta anche al Policlinico di Napoli della Federico II. Il caso della neonata, affetta da deficit di piridossamina - 5 - fosfato ossidasi - uno dei 15 al mondo colpiti dalla patologia - venne alla ribalta dopo l'appello della madre, che, attraverso la Rai, chiese sostegno al ministero della Salute, in occasione delle prime difficolta' riscontrate nel rifornimento del farmaco, nei mesi scorsi. Un appello raccolto sia dal ministro deLla Salute, sia dalla Regione Campania, che si attivarono per consentire l'arrivo regolare del prodotto, indispensabile alla
vita della bimba.
Da qualche settimana, pero', spiega il direttore della Terapia intensiva Neonatale del II policlinico di Napoli, Roberto Paludetto, ''la medicina viene confezionata in bustine predosate, nella farmacia centralizzata del policlinico, diretta da Vittorio Cerullo, e con la collaborazione di Raffaella Pagliuca, Vittoria Mazzarella, e Marianna Carchia''. ''Utilizziamo il principio attivo, il piridossalfosfato,
fornito da una ditta italiana - continua Paludetto - e nei laboratori galenici della farmacia del Policlinico confezioniamo la medicina. Questo ha ridotto notevolmente le ansie della famiglia. Prima, infatti, un terremoto, un problema nel traffico aereo, una qualsiasi emergenza internazionale insomma, avrebbe potuto mettere a repentaglio la vita della bambina''. ''L'idea - continua il racconto - venne proprio alla mamma, che ci chiese perche' non si poteva produrre il medicinale anche in Italia. E' cosi' che ci siamo mossi, arrivando alla soluzione che oggi ci consente di essere autonomi''.
La piccola paziente ha ora quasi 15 mesi. E' una bambina vivace e con uno sviluppo psicomotorio perfettamente normale: condizioni, si sottolinea, dovute anche alla diagnosi ed alla cura precocissime durante il ricovero in Terapia intensiva neonatale.

venerdì 26 febbraio 2010

Al Pascale la "Libreria dell'anima"

Un ambiente intimo, familiare che crea la sensazione di uscire dall'ospedale anche per pochi minuti. Un luogo per leggere, trovare il tempo per se stessi. Dove l'anima può, anche se per pochi istanti, ritrovarsi. E' l'obiettivo della 'Libreria dell'Animà che sarà inaugurata il 12 marzo all'Istituto Nazionale Tumori di Napoli 'Fondazione Giovanni Pascale', reparto di senologia. Alla presenza del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che ha dato pieno sostegno al progetto di MariaRosaria De Luca, durante la conferenza di presentazione sarà anche proiettato un contributo filmato, realizzato da Gabriele Muccino, in esclusiva per la "Libreria dell'Anima", in cui tre donne, colpite dal tumore, raccontano le loro storie e il loro cammino verso la guarigione. "In linea con gli obiettivi del ministero per le Pari Opportunità - si legge in una nota - la Libreria dell'Anima è un'isola felice all'interno di un ospedale che, per quanto sensibile, è sempre rigoroso e austero. Uno spazio d'incontro e di benessere soprattutto per chi trova aiuto nei libri, che riescono sempre a dare risposte e conforto alla mente".

mercoledì 24 febbraio 2010

Chirurgia endovascolare, Napoli all'avanguardia con un meeting

Chirurgia endovascolare, imaging e trattamento ibrido per la cura delle patologie dell'aorta toracia e addominale: tecniche all'avanguardia che riducono i rischi post operatori, la degenza in ospedale e che abbattono i costi di circa il 35%. Su questo si discuterà nel primo meeting nazionale "Basic course on endovascular treatment of thoracic aortic diseases" dalla Società italiana di chirurgia cardiaca che si terrà il 26 e 27 febbraio prossimi alle 9 nell'hotel Royal Continental di Napoli. Un incontro dove 23 tra i massimi cardiochirurghi italiani ed esteri si confronteranno inanzitutto sulla tecnica di riparazione endovascolare dell'aorta toracica. Secondi i dati più recenti infatti si calcola che in Italia l'aneurisma dell'aorta è la patologia cardiaca più diffusa e provoca circa 6.000 morti l'anno. Per far fronte a questo problema, il centro di Cardiochirurgia dell'azienda ospedaliera Federico II ha a disposizione una equipe d'eccellenza, punto di riferimento di tutto il Mezzogiorno, che pratica dai 60 ai 70 interventi all'anno. "La riparazione endovascolare dell'aorta toracica è in progressiva espansione - ha spiegato il docente di Cardiochirurgia della Federico II, Carlo Vosa - Permette di trattare pazienti anche in età avanzata, riducendo i tempi di ospedalizzazione e i rischi connessi a interventi fortemente invasivi". Secondo quanto ha spiegato Vosa, gli interventi all'aorta in passato richiedevano la sospensione della funzione cardio-respiratoria e della circolazione extracorporea mentre oggi, grazie allo sviluppo clinico, tecnologico e alle maggiori conoscenze in campo emodinamico, ci sono procedure di intervento minimamente invasive, a paziente sveglio, nella massima sicurezza e con tempi di ospedalizzazione ridotti a circa due giorni. "Il risparmio per il sistema ospedaliero è di circa il 35% - ha spiegato Vosa - Alcune protesi costano poco e rientrano nei tariffari regionali e sono rimborsate. Altre sono più costose e la Regione dovrebbe pensare a un fondo a parte". L'altro argomento che verrà trattato nel corso del meeting è l'aneurisma dell'aorta addominale che, secondo le stime più recenti, ogni anno in Italia ne vengano diagnosticate circa 230 mila, 20 mila dei quali in Campania.

martedì 23 febbraio 2010

"Buone notizie da Napoli" a Fa' la cosa giusta



Fa' la cosa giusta - di Giovanna Rossiello, in onda su Rai 1 - si occupa del libro "Buone notizie da Napoli". In studio Giovanni Lucianelli, nei contributi filmati il dr. Giuseppe Caianiello, l'ex assessore alla Provincia di Napoli Francesco Emilio Borrelli e Francesco Verde dell'associazione Gelsomina Verde.

venerdì 19 febbraio 2010

Il Rotary illumina i monumenti per la lotta alla poliomelite

Il Rotary illumina i monumenti per la lotta alla poliomelite: Castel dell'Ovo, a Napoli, ma anche Palazzo dei Bruzi a Cosenza, la Reggia di Caserta. Due appuntamenti - organizzati dal Gruppo Partenopeo del Rotary, composto dai Presidenti dei 10 Club di Napoli - sono in programma per celebrare i 105 anni del Rotary: lunedì 22 febbraio, alle ore 11, conferenza stampa all'Hotel Royal Continental; martedì 23 febbraio, alle ore 19, alla presenza del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, sarà proiettata, sulla facciata di Castel dell'Ovo, l'immagine di un logo del progetto "Polio Plus". Alla conferenza stampa e alla manifestazione di Castel dell'Ovo, interverrà il governatore del Distretto 2100 (Campania, Lucania, Calabria) del Rotary, ing. Francesco Socievole. Il 23 febbraio (ore 19), oltre che sul Castel dell'Ovo di Napoli, il logo della Polio Plus sarà proiettato sul Palazzo dell'Amministrazione Provinciale di Salerno, sul Cavatore di Catanzaro e sul Palazzo dei Bruzi di Cosenza; mentre, domani, sabato 20 febbraio, il logo illuminerà la Reggia di Caserta. "Dal 1985 - ha affermato Socievole - il Rotary è in prima linea nel mondo per sconfiggere la poliomelite. Finora sono stati spesi oltre un miliardo di dollari per l'eradicazione di questa terribile malattia. Oggi il progetto Polio Plus è universalmente riconosciuto come un modello di riferimento nell'ambito della cooperazione tra pubblico e privato per il perseguimento di obiettivi umanitari".

mercoledì 10 febbraio 2010

Un polo di eccellenza contro l'obesità

Un polo di eccellenza nel trattamento chirurgico dell'obesità è stato inaugurato a Castel Volturno, presso il presidio ospedaliero Pineta Grande. Un presidio che si candida ad essere uno dei punti di riferimento per tutto il Centro-Sud grazie alle avanzate attrezzature cui si unisce la professionalità dello staff medico. Il centro è attrezzato con letti di degenza specifici a movimentazione elettrica e con una portata di 300 chili, una sala operatoria dedicata agli interventi per l'obesità, attrezzatura laparoscopica specifica e una sala rianimazione con nove posti letto. Un centro di cui ha affermato Cristiano Giardiello, responsabile Chirurgia mininvasiva e metabolica, "si sentiva grande necessità perché purtroppo abbiamo il triste primato di essere la regione con il più alto numero di obesi in percentuale alla popolazione e soprattutto andiamo verso una situazione ancora più grave, con un numero di adolescenti a rischio obesità altissimo". Secondo i dati forniti, in Italia gli obesi sono circa 5 milioni, 500 mila dei quali sono campani. L'obesità colpisce in misura prevalente le donne del Mezzogiorno, ma negli ultimi anni sta crescendo tra i più giovani. A lanciare l'allarme sono i medici pediatrici, secondo cui in Campania il 49 per cento dei bambini tra gli 8 e i 10 anni sono in sovrappeso e obesi. Una malattia che, in questo territorio, fa in media 13 vittime al giorno. E proprio l'intervento chirurgico rappresenta oggi lo strumento per migliorare la qualità della vita e allungarne l'aspettativa. "Oggi - ha affermato Luigi Angrisani, presidente Società italiana Chirurgia dell'obesità e direttore Chirurgia laparoscopica dell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli - l'intervento chirurgico rappresenta l'unica terapia per migliorare la qualità della vita e allungarne la durata, ed è l'unica metodologia che assicura un'efficacia a lungo termine". L'intervento, infatti, come spiegato dagli esperti, consente di perdere almeno il 50 per cento del peso, ma in molti casi si sono avuti pazienti che hanno perso anche 70-80 chili. Nonostante i numeri, per questa malattia non esiste un'offerta adeguata: "Sono pochi i chirurghi e i centri specializzati a causa del sostanziale abbandono dell'amministrazione pubblica nel programmare un adeguato numero di centri". In Campania, i numeri dicono che in un anno, a fronte di 500 mila obesi, si praticano meno di 300 interventi.

lunedì 1 febbraio 2010

Impianto percutaneo di una protesi valvolare polmonare a torace chiuso: prima volta al Sud

Impianto percutaneo di una protesi valvolare polmonare attraverso il ventricolo destro effettuata a torace chiuso per la puntura della vena femorale. L'intervento con questa tecnica innovativa è stato eseguito, per la prima volta in Italia Meridionale, presso il Dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia, diretti rispettivamente dai professori Massimo Chiariello e Carlo Vosa dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. L'intervento è stato effettuato su un ragazzo affetto da una grave malformazione congenita cardiaca già sottoposto a precedenti interventi cardiochirugici a cuore aperto. E. V. di anni 14, affetto dalla nascita da Tetralogia di Fallot severa con atresia della valvola polmonare, aveva subito un primo intervento palliativo a tre mesi di vita e successivamente a tre anni la correzione radicale della malformazione cardiaca. Con l'accrescimento si è reso necessario un nuovo intervento cardiochirurgico per l'impianto di una valvola artificiale. Oggi questa protesi non più adatta all'ulteriore sviluppo del ragazzo, è stata sostituita utilizzando questa nuova tecnica evitando un ulteriore intervento a cuore aperto, garantendo un rapido recupero con rientro a casa nelle successive 24 ore. Tutto ciò - si sottolinea nella nota - è stato reso possibile per la disponibilità della Direzione Generale (dott. G. Canfora) che ha permesso l'utilizzo di questa nuova tecnologia e grazie all'esperienza dell'equipe di Cardiologia Pediatrica (prof. F. Piscione e dott. Rapacciuolo) e dei cardiochirurghi (prof. G. Iannelli e L. Di Tommaso) maturata negli impianti di protesi endovascolare. Questa tecnica utilizzata per l'impianto anche di altre valvole, evitando l'apertura del torace e la circolazione extracorporea, rappresenta il futuro per tutti quei bambini affetti da cardiopatie congenite complesse che necessitano dell'impianto di una protesi valvolare polmonare.

sabato 30 gennaio 2010

A Napoli il primo intervento di resezione epatica con tecnica Less

Nella Divisione di Chirurgia epatobiliare e pancreatica dell'ospedale Loreto Mare, diretta dal prof.Giulio Belli, è stato eseguito per la prima volta un intervento di resezione epatica per tumore primitivo del fegato in un paziente cirrotico con tecnica LESS (laparoendoscopic single site surgery). Si tratta di una nuova tecnica laparoscopica che consente di effettuare l'intervento chirurgico attraverso l'ombelico, con un solo foro di 1,5 cm e senza ulteriori nuove incisioni.
L'equipe chirurgica, guidata dal prof.Belli, si è avvalsa dell'utilizzo di un dispositivo che consente di introdurre tutti gli strumenti necessari ad eseguire l'intervento laparoscopico attraverso il solo ombelico. In questa maniera l'accesso chirurgico è totalmente ed esclusivamente transombelicale senza necessità di ulteriori cicatrici chirurgiche. L'unica incisione di 15 millimetri rimane nascosta nell'ombelico e non è più visibile alla fine dell'intervento. "L'utilizzo di questa metodica innovativa, definita chirurgia laparoscopica minimale - dice Belli - ha il potenziale vantaggio di ridurre, in particolare nei pazienti cirrotici, il trauma chirurgico, il dolore postoperatorio ed il suo decorso. Si tratta di una evoluzione tecnica della chirurgia laparoscopica totalmente ed esclusivamente transombelicale che consente di eliminare le cicatrici chirurgiche e quindi le complicanze postoperatorie purtroppo ancora alte nei pazienti cirrotici (ascite, infezioni delle ferite etc), senza modificare la radicalità oncologica"

lunedì 11 gennaio 2010

A Napoli il primo forum sulla "buona sanità": "Non dimenticare le eccellenze della Campania"

“Scrivere di buona sanità a Napoli non è stato difficile: le eccellenze a livello mondiale presenti in città e nella regione sono spesso offuscate dalle cattive notizie. Eppure in settori come la cardiochirurgia siamo all’avanguardia: è importante che i cittadini lo sappiano, per evitare che si affidino ai viaggi della speranza”. Giovanni Lucianelli, autore del volume “Buone notizie da Napoli” (Forumitalia Edizioni, in vendita nelle librerie e nelle edicole a 10 euro), ha introdotto così il forum sulla buona sanità che si è tenuto oggi presso la libreria Treves in Piazza del Plebiscito.

“In Campania c’è umanità e competenza”, ha affermato Gabriella Cundari, assessore regionale alle Politiche del Territorio. “Tra il medico e il paziente si viene a creare un forte vincolo: raccontare buone notizie, come avviene in questo volume, è fondamentale”.

“Abbiamo istituito un premio sulla buona sanità e abbiamo in programma tante altre iniziative”, ha ribadito Gabriele Peperoni, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli. “Sappiamo di avere ottimi medici, ma c’è sempre più bisogno di sostenerli con strutture all’avanguardia e reparti organizzati nel migliore dei modi”.

A moderare l’incontro lo scrittore napoletano Simone Di Meo, autore della prefazione di “Buone notizie da Napoli”: “Sono tanti gli episodi che si discostano dall’idea di delinquenza, di malasanità e di criminalità che contraddistinguono la nostra regione: l’obiettivo è continuare a metterli in luce”.

Al forum hanno partecipato alcuni protagonisti di storie di “buona sanità”, autori di grandi gesti nell’ambito della loro professione. Secondo Carlo Vosa, direttore della Cardiochirurgia del Secondo Policlinico, “La nostra città potrebbe essere una capitale europea nel campo sanitario. Il problema è che la Campania progredisce troppo lentamente: è inammissibile, ad esempio, che vi siano ancora strutture con stanze da cinque letti”.

Paolo Rubino, responsabile del Laboratorio di Cardiologia Invasiva della Clinica Montevergine di Mercogliano, dal canto suo, ha posto l’accento sulle problematiche del rapporto con la politica: “Da parte delle istituzioni c’è poco interesse verso i medici: con una maggiore organizzazione sarebbe possibile creare una rete cardiologica campana, con benefici evidenti per i pazienti”.

Gli fa eco Claudio Vitale, primario di Neurochirurgia all’Ospedale Cardarelli di Napoli: “Chiediamo maggiore attenzione e organizzazione. Le amministrazioni degli ospedali sono costrette a reperire i fondi senza il sostegno delle istituzioni”.

Giuseppe Caianiello, responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Monaldi di Napoli, ha, invece, rimarcato le difficoltà quotidiane a cui vanno incontro i cittadini stranieri: “C’è troppa diffidenza nei loro confronti, anche a causa di quanto l’opinione pubblica recepisce dai media”.

Pierluigi Cerato dell’assessorato regionale alla Sanità, si è soffermato sui conti del comparto in Campania: “Il nostro è un deficit ‘misterioso’: la sanità della nostra regione è come un acquedotto con enormi perdite. Il problema reale è che, allo stato, manca un modello organizzativo”.

All’incontro sono intervenuti anche esponenti della società civile che hanno raccontato il loro contributo di esperienze. Francesco Verde, con l’associazione “Gelsomina Verde”, ha promosso l’iniziativa “Un clown per amico”, “Finalizzata a portare messaggi di positività, attraverso la clown-terapia, ai bambini che si trovano negli ospedali”.

Francesco Emilio Borrelli, ex assessore alla Provincia di Napoli, ha sottolineato “L’importanza di avere una sanità che sia pubblica e aperta a tutti: seguire modelli, come quello americano, che prevedono la privatizzazione del comparto, potrebbe rivelarsi un errore fatale”.

Lucio Giacomardo, docente dell’Università Federico II di Napoli, ha rimarcato come i dati dimostrino che i casi di buona sanità sono di gran lunga superiori ai singoli episodi di malasanità, anche se la percezione proveniente dai media farebbe pensare al contrario. “Solo il 31% delle richieste di risarcimento danni da presunta malasanità, infatti, viene poi riconosciuto dalla magistratura, il che evidenzia che i due terzi dei reclami sono ingiustificati”.

Al forum di questa mattina hanno preso parte anche Carlo Gambalonga, vicedirettore vicario dell’Ansa, Flora Beneduce, primario degli Ospedali di Vico Equense e Sorrento e Domenico Labonia, responsabile dell’unità coronarica dell’Ospedale di Torre del Greco.

martedì 5 gennaio 2010

A Napoli un forum sulla buona sanità con le "Buone notizie da Napoli"

La buona sanità a Napoli è il tema del forum che si terrà sabato 9 gennaio alle ore 11 presso la libreria Treves in Piazza del Plebiscito, nell’ambito delle iniziative promosse dal giornalista Giovanni Lucianelli, autore del volume “Buone notizie da Napoli” (con la prefazione dello scrittore napoletano Simone Di Meo, ForumItalia Edizioni, 10 euro), in vendita nelle librerie e nelle edicole.
All’incontro interverranno Gabriele Peperoni, presidente dell’Ordine dei Medici – Chirurghi e Odontoiatri di Napoli; Domenico Falco, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania; Carlo Vosa, direttore della Cardiochirurgia del Secondo Policlinico; Claudio Vitale, primario di Neurochirurgia all’Ospedale Cardarelli; Paolo Rubino, responsabile del Laboratorio di Cardiologia Invasiva della Clinica Montevergine di Mercogliano; Giuseppe Caianiello, responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Monaldi di Napoli; Francesco Verde dell’associazione Gelsomina Verde; Vincenzo Sorrentino, presidente dell’associazione napoletana di medicina d’urgenza e pronto soccorso Antonio Cardarelli; Pierluigi Cerato dell’assessorato alla Sanità della Regione Campania; Francesco Emilio Borrelli, ex assessore alla Provincia di Napoli; Lucio Giacomardo, docente dell’università Federico II di Napoli; Gabriella Cundari, l’assessore regionale alle Politiche del Territorio.