E' davvero una bella storia,
quella della galleria Borbonica di Napoli. Una storia di un luogo strategico
della città, poi a lungo abbandonato e riscoperto oltre 8 anni fa da due
speleologi che, inviati dal Commissariato di Governo per l'Emergenza Sottosuolo
ad effettuare un rilievo nella zona, hanno intuito che oltre quella coltre nera
di detriti che gli si parò davanti in quell'anfratto nella zona di via Morelli,
ci poteva essere dell'altro.

E così arriviamo ai giorni
nostri. Il luogo è stato del tutto ripulito, ed ora “vive” attraverso le
numerose iniziative culturali che vi si svolgono, e alle visite che sono
organizzate, in piena sicurezza, il venerdì, il sabato e la domenica.
Scegliendo il percorso denominato “avventura” dai responsabili dell'associazione
Borbonica sotterranea, sarà così possibile inoltrarsi in una galleria cieca,
costruita al termine degli anni '80 per una linea metropolitana progettata in
occasione dei mondiali di calcio del 1990 e mai completata. La galleria è ora
parzialmente allagata dall'acqua, che s'infiltra nel sottosuolo, e viene
attraversata su una zattera. Il tutto, nel totale silenzio e a circa 15 metri esattamente al di
sotto dell'affollata e notissima piazza Plebiscito.
E così, da luogo
completamente abbandonato e destinato al degrado più completo, da qualche anno
la galleria Borbonica è rinata grazie alla passione dei due speleologi
“scopritori”, Gianluca Minin ed Enzo de Luzio (presidente e vicepresidente
dell'associazione), e a quella dei volontari che tuttora collaborano alla
gestione, diventando una risorsa per l'intera città. Il Tunnel è visitato da
migliaia di turisti ogni anno, dà lavoro a una ventina di ragazzi che accolgono
i visitatori in tre lingue, conducendoli attraverso le cisterne, i tunnel e
finanche, per chi sceglierà il percorso “speleo”, permetterà loro di
trasformarsi in emuli di “Indiana Jones” con tanto di tuta speleologica,
caschetto e torcia, facendo provare l'emozione di superare un'enorme cisterna
correndo su un ponte tibetano sospeso a sei metri d'altezza. Ma non finisce
qui. L'associazione che gestisce il Tunnel sta continuando a ripulire il
sottosuolo, e a brevissimo aprirà al pubblico l'ultima scoperta: il rifugio
dove si riparava dai bombardamenti della seconda guerra mondiale l'attuale presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano.
L'impegno, però, continua:
chiunque voglia volontariamente collaborare alla campagna di scavo e di
ripulitura dei cunicoli e dei rifugi ancora invasi dai detriti è assolutamente
benvenuto. Chi vuole dare una mano può scrivere a mail@tunnelborbonico.info o visitare www.tunnelborbonico.info.