sabato 17 luglio 2010
Nasce l'associazione "Oltre il Giardino"
E' stata presentata ufficialmente, all'eremo dei Camaldoli di Napoli l'associazione "Oltre il Giardino. Colture e culture della qualità campana", presieduta da Gianfranco Nappi e dedicata al mondo delle eccellenze della terra e del mare della regione. All'incontro sono intervenuti numerosi esponenti del mondo delle istituzioni e delle organizzazioni legate all'agroalimentare e al territorio campano tra cui il presidente del Parco delle Colline Agostino Di Lorenzo, il presidente del Parco Campi Flegrei Diego Giuliani, il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo, il maestro pastaio Pasquale Buonocore, il docente di marketing Raffaele Cercola. L'Associazione, che ha lanciato oggi stesso il sito www.oltreilgiardino.org, punta allo sviluppo di progetti e strategie di valorizzazione della terra e del mare della campania, da condividere con gli operatori di settore attraverso proposte normative e iniziative culturali e di promozione. "All'epoca della priorità delle logiche di schieramento, degli scontri tra ceti politici,delle formule e degli equilibri interni alle singole forze politiche e della poca capacità di parola delle forze riformatrici - ha detto il presidente dell'associazione Gianfranco Nappi - noi vogliamo puntare su un radicale capovolgimento : per noi contano i contenuti, le idee, i protagonisti, gli uomini e le donne in carne ed ossa . Ed è nella coerenza dei loro confronti e dell'intero mondo dell'agroalimentare di qualità e dell'enogastronomia che si stabiliscono alleanze e nuove linee di demarcazione tra ciò che é progresso e ciò che è conservazione".
sabato 10 luglio 2010
"Sane Stelle II", l'iniziativa della Fondazione CannavaroFerrara con i commercialisti italiani
L’ex calciatore del Napoli Ciro Ferrara e il presidente dei commercialisti italiani Claudio Siciliotti hanno illustrato ieri sera a Napoli, presso l’associazione “Mani Tese”, all’interno dell’Istituto Froebeliano, il nuovo progetto “Sane Stelle II”, organizzato dalla Fondazione CannavaroFerrara, con il contributo dei commercialisti italiani. “Ringraziamo i commercialisti che hanno voluto finanziare un progetto della nostra Fondazione per i bambini del quartiere sanità - ha detto Ferrara. Il nostro obiettivo è di compiere atti concreti per offrire un futuro migliore alle nuove generazioni”. Dal canto suo Claudio Siciliotti ha espresso compiacimento per le iniziative realizzate dalla fondazione CannavaroFerrara confermando l’attenzione dei commercialisti italiani verso i giovani di Napoli. All’incontro ha partecipato anche il presidente dei commercialisti napoletani, Achille Coppola, e il direttore della Fondazione CannavaroFerrara, Vincenzo Ferrara. La prima fase del progetto ha previsto la creazione di un Centro di aggregazione per i minori a rischio sociale del quartiere Stella e del Rione Sanità. Il Centro è oggi un importante luogo dove si realizzano diverse attività volte in modo particolare a contrastare l’emarginazione socio-culturale degli adolescenti, a prevenire la dispersione scolastica e le devianze sociali. Nello specifico, il Centro lavora con minori dai 5 ai 15 anni con: doposcuola, laboratori artistici e musicali, riciclaggio creativo, uscite ludico-culturali per la città, campi estivi, coinvolgimento delle famiglie. A distanza di due anni dall’inizio del progetto Sane Stelle è emersa l’esigenza di continuare il percorso intrapreso con i ragazzi e le ragazze di età maggiore, in modo da seguirli anche durante il difficile periodo di transizione tra la scuola media e quella superiore. L’obiettivo principale dell’iniziativa è, quindi, quello di facilitare l’inserimento dei ragazzi/e nel nuovo percorso di studi attraverso un supporto di tipo didattico e di accompagnamento nel mondo del lavoro. Il progetto Sane Stelle, integrato da queste nuove attività, riuscirebbe così a seguire l’intero percorso formativo e di crescita dei minori, dalla scuola elementare all’istruzione media superiore, garantendo inoltre un ampliamento dei beneficiari/utenti. Ulteriore obiettivo è che i giovani vengano pian piano coinvolti come volontari a supporto delle attività con i bambini più piccoli, in un rinnovato ruolo di responsabilità, in modo tale che possano restituire le esperienze fatte e le conoscenze acquisite, contribuendo così al rinnovarsi e al riprodursi del progetto. Le azioni principali che si vogliono realizzare, grazie alla collaborazione di partner quali Manitese Campania e Rete Sanità, sono il sostegno all’inserimento scolastico, il supporto didattico, la realizzazione di attività laboratoriali (laboratorio di lingue, di informatica, di attività artigianali, etc..), di stage e tirocini formativi.
mercoledì 7 luglio 2010
E' San Sebastiano il "comune riciclone"
Figura anche San Sebastiano al Vesuvio (Napoli) tra i comuni che verranno premiati oggi a Roma da Legambiente nell'ambito dell'iniziativa "Comuni Ricicloni 2010". Il riconoscimento per centro vesuviano giunge a circa due anni dal premio assegnato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ad annunciarlo è il sindaco e capogruppo PD alla Provincia di Napoli, Giuseppe Capasso, il quale, in una nota, sottolinea che gli ottimi risultati raggiunti sono da attribuire soprattutto "alla fattiva collaborazione dei cittadini che sin dai primi giorni di attivazione della raccolta differenziata porta a porta hanno osservato e rispettato il piano elaborato dall'Amministrazione". "Prima dell'avvio della raccolta differenziata - ha dichiarato Capasso - il comune di S. Sebastiano produceva 450 tonnellate di rifiuti al mese, conferiti ai CDR sette giorni su sette, a fronte di una produzione attuale di circa 300 tonnellate, con il conferimento ai CDR un solo giorno a settimana". Se tutti i comuni del territorio provinciale si adoperassero in questo senso, "per riempire una discarica non ci vorrebbero due anni ma circa dieci - dice il primo cittadino del centro vesuviano - è il caso della discarica di Terzigno che, essendo quasi colma, rischia di determinare l'apertura della seconda discarica nell'area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio". "Nonostante l'eccellente risultato raggiunto - ha proseguito il Capasso - va sottolineata la incongruenza del trasporto fuori regione della frazione organica, che incide notevolmente sui costi di gestione, per la mancanza di impianti di compostaggio sul territorio della Regione Campania". "E' necessario - ha concluso Capasso - che la Provincia, unica responsabile della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, lavori in questo senso, altrimenti ci dovremo preparare ad un altro lungo periodo di emergenza, questa volta non solo sanitaria e ambientale ma soprattutto democratica".
lunedì 28 giugno 2010
Il Pascale riferimento per il melanoma
L'Istituto Pascale di Napoli è centro di riferimento italiano nella cura del melanoma, tumore della pelle particolarmente aggressivo che in Italia fa 1500 morti l'anno: infatti un paziente su 5 che si rivolge al dipartimento Melanoma e tessuti molli e all'unità di Oncologia medica e terapie innovative dell'Istituto, arriva da fuori regione. "Trattiamo circa 400 casi di melanoma l'anno", spiega Nicola Mozzillo, direttore del dipartimento secondo il quale le nuove diagnosi sono circa 150. "In Italia ogni anno si ammalano circa 7mila persone, 400 delle quali in Campania - prosegue Mozzillo - l'incidenza della malattia è crescita di oltre il 30% nell'ultimo decennio, soprattutto nella fascia d'età che va dai 30 ai 40 anni". "Abbiamo dato un primo colpo al melanoma - dice Paolo Ascierto, direttore dell'unità di Oncologia medica - per 30 anni per la malattia avanzata avevamo solo la garbazina, farmaco che ha un'efficacia molto limitata. Durante l'ultimo congresso di oncologia americano sono stati presentati dati di un altro farmaco, l'ipilimumab". "Si tratta di un farmaco rivoluzionario - evidenzia Ascierto - perché agisce non sul tumore ma sul sistema immunitario potenziandone gli effetti e quindi ha un'azione antitumorale indiretta". Così come spiegato da Ascierto, dopo il trattamento con questo farmaco oltre il 20 % dei pazienti con malattia avanzata ha una sopravvivenza di 5 anni contro lo scarso 5% dei pazienti trattati con l'altro principio attivo. "La maggior parte aveva una sopravvivenza mediana di 6.2 mesi e l'abbiamo portata con questo farmaco ad oltre 10 mesi e ad un anno sopravvive il 46% dei pazienti mentre prima sopravviveva solo il 25%", ha aggiunto il direttore dell'unità di Oncologia medica del Pascale. Il 20% dei pazienti arrivano da fuori regione non solo dal Meridione ma anche dal nord Italia e dall'Europa. I dati relativi allo studio saranno presentati lunedì 28 giugno nel corso del convegno internazionale "Immunoterapia e melanoma" (palazzo Alabardieri dalle 9.30 alle 18). "La prevenzione è l'arma più efficace - continua Ascierto - il messaggio è duplice: proteggiamo i nostri figli e attenzione alle lampade abbronzanti. Oggi vediamo molti malati in età giovane 30 anni. Probabilmente stiamo pagando oggi errori fatti in passato con esposizione non cauta al sole. C'é uno studio che mette in evidenza come l'esposizione a questi dispositivi artificiali fatta al di sotto dei 30 anni aumenta il rischio di melanoma del 75%. L'esposizione ai raggi ultravioletti ai fini della prevenzione va considerata come il fumo di sigarette. Bisogna informare i ragazzi che l'esposizione incauta alle lampade abbronzanti è rischiosa". "Assistenza e ricerca al Pascale vanno di pari passo. La ricerca deve essere portata immediatamente al letto del paziente", ha proseguito Tonino Pedicini, direttore generale, ricordando che il melanoma non deve essere rimosso ambulatorialmente ma in una struttura adeguata. E per diffondere il messaggio relativo alla prevenzione e cura del melanoma due testimonial d'eccezione, il comico ed attore Alessandro Bolide e il calciatore Lello Palladino che ha consegnato ad Ascierto tre magliette autografate da vendere su ebay, la sua di Mirante e di Migliaccio, per sostenere la fondazione melanoma. "Cercherò di coinvolgere il maggior numero di calciatori per sostenere l'iniziativa", assicura Palladino.
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Un fumetto sul racket vince il concorso "Pizzo e Usura"
E' un fumetto sul racket, realizzato dagli Nicola Massimo, Valentina Alescio e José Sorvillo a vincere il concorso "Pizzo e Usura" bandito dall'Ascom di Napoli per l'istituto d'arte napoletano 'Umberto Boccioni'. Ad annunciarlo, oggi, il commissario dell'Ascom napoletana Tullio Nunzi e il dirigente scolastico del 'Boccioni', Filippo Merola alla presenza del presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni e del presidente della Commissione Politiche sulla sicurezza e legalità della Confcommercio nazionale Luca Squeri. Il lavoro dei tre ragazzi, una trasposizione in fumetto due story board forniti dall'associazione dei commercianti partenopei aventi come oggetto le vicende usuali di pizzo ed usura, è stato valutato da una apposita commissione. "Si tratta - ha detto Nunzi - di una delle tante iniziative che abbiamo messo in campo come Ascom e che culmineranno a breve con l'approvazione di un nuovo statuto che preveda l'obbligo per l'associazione di costituirsi parte civile laddove un socio denunci presso i suoi sportelli fenomeni di usura o di pizzo". "Una formula già sperimentata in Sicilia, - aggiunge Nunzi - dove abbiamo contribuito a far arrestare tanti mafiosi". Investire sui giovani quindi anche attraverso il messaggio dell'arte, come ha sottolineato Maddaloni, può rappresentare "un'idea vincente su cui puntare anche in futuro. La criminalità organizzata è un carcinoma maligno con metastasi estese ovunque. Che non uccide una singola impresa ma tutti noi, imprenditori e cittadini". L'iniziativa, ha spiegato Squeri, rientra nel solco già tracciato dal protocollo d'intesta siglato tra Confcommercio e ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per la promozione della cultura e della legalità nelle scuole, intesa nelle sue diverse declinazioni. "I costi sostenuti dalle imprese tra commercio e pubblici esercizi per la criminalità - ha concluso Squeri - ammontano nel Sud al 4,7% del valore aggiunto prodotto dal settore nel Mezzogiorno, 2,1 miliardi di euro ovvero quasi la metà dei costi sostenuti in tutta Italia ovvero 5,2 miliardi pari al 2,5% del valore aggiunto. In breve, un onere aggiuntivo per ogni impresa di circa 3000 euro al mese".
venerdì 11 giugno 2010
Riapre con Muti il Teatro Grande di Pompei
Pompei ha di nuovo il suo Teatro grande e inaugurazione più riuscita e sentita non poteva esserci: il maestro Riccardo Muti e i giovani dell'Orchestra Cherubini hanno festeggiato con un concerto straordinario la riapertura di un grande teatro italiano, già questa notizia non da poco in un momento di crisi e tagli per la cultura, restaurato ma anche riqualificato e dotato di moderne infrastrutture per poter ospitare la sua prima stagione estiva dopo decenni di abbandono e di degrado. Un risultato, quello ottenuto grazie all'impegno del commissario straordinario Marcello Fiori, che proprio oggi conclude la gestione 'emergenziale', che andava celebrato e che il maestro Muti, legato a Pompei da antichi ricordi giovanili, ha onorato con la sua presenza (domani sera unica replica) di convinta adesione al progetto. Il colpo d'occhio del teatro, dal tramonto alla prime luci della serata, è fantastico,con le gradinate al completo gremite da mille e ottocento spettatori : un successo annunciato anche per il Teatro di San Carlo che ha curato e organizzato l'evento. Nel parterre, tra i tanti ospiti vip anche decine di operai con elemetto giallo, tra i tanti che hanno lavorato al cantiere durato quindici mesi. Accanto a loro anche sottosegretario Guido Bertolaso, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, il questore Santi Giuffré, Franco Bassanini e Gianni de Michelis, il procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore, il commissario straordinario del San Carlo Salvo Nastase e la sovrintendente Rosanna Purchia, gli imprenditori Antonio D'Amato e Marilù Faraone Mennella. Applausi convinti già alla fine della prima parte del concerto, per il quale Muti ha scelto musiche del grande repertorio classico: l'Ouverture-Fantasia 'Romeo e Giulietta' di Cajkovskij, e L'Uccello di Fuoco di Stravjnskij (Suite 1919). Entusiasmo per la chiusura grandiosa la Quinta Sinfonia in do minore, op.67 di Beethoven. Tra gli interventi che hanno affiancato il restauro anche l'illuminazione di tutta la zona del Quadriportico dei teatri, uno scenario suggestivo che farà parte dei percorsi notturni di prossima apertura.
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A Napoli il Parco dei ragazzi
Un parco ''fatto dai ragazzi'': armati di pennelli, palette, colla e con in testa i cappellini da muratore circa 80 ragazzi hanno dato il via al cantiere del
parco 'Lo Spicchio'. Seguiti dagli esperti del WWF Campania, i ragazzi coinvolti dal progetto ''Rispolveriamo la Citta''' hanno collaborato alla realizzazione degli interventi che avevano pensato e progettato. Polpi, aquiloni e coccinelle disegnati sulle pareti, i giochi della ''campana'' e dei ''4 Cantoni '' dipinti in resina per terra, nidi e sagome di uccelli nascosti tra gli alberi: un vero e proprio percorso guidato alla natura e alle attivita' sportive all'interno del parco, tutto nato dalle idee e dalla visione del parco dei ragazzi.
Circa 80 studenti delle scuole E.A. Mario-plesso De Curtis, D'Ovidio-Nicolardi e i ragazzi dell'educativa Territoriale ''la Collina dei ragazzi'' gestita dalla cooperativa La Locomotiva hanno realizzato un vero percorso di urbanistica partecipata nell'area dell'ex parco di Case Puntellate, attraverso tre laboratori didattici di progettazione, giungendo tra l'altro a scegliere il nuovo nome e logo del Parco.
Nel pomeriggio il cantiere e' stato aperto al pubblico alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e del presidente e dell'assessore all'Ambiente della V Municipalita' Arenella-Vomero. La inaugurazione si e' chiusa con un concerto per bambini ''From Toons to Tunes: Disney Concert'' a cura dei Star Funky Band, offerto dal Rotary Club Posillipo. All'amministrazione, si legge in una nota, il compito di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria del parco e le condizioni di sicurezza.
parco 'Lo Spicchio'. Seguiti dagli esperti del WWF Campania, i ragazzi coinvolti dal progetto ''Rispolveriamo la Citta''' hanno collaborato alla realizzazione degli interventi che avevano pensato e progettato. Polpi, aquiloni e coccinelle disegnati sulle pareti, i giochi della ''campana'' e dei ''4 Cantoni '' dipinti in resina per terra, nidi e sagome di uccelli nascosti tra gli alberi: un vero e proprio percorso guidato alla natura e alle attivita' sportive all'interno del parco, tutto nato dalle idee e dalla visione del parco dei ragazzi.
Circa 80 studenti delle scuole E.A. Mario-plesso De Curtis, D'Ovidio-Nicolardi e i ragazzi dell'educativa Territoriale ''la Collina dei ragazzi'' gestita dalla cooperativa La Locomotiva hanno realizzato un vero percorso di urbanistica partecipata nell'area dell'ex parco di Case Puntellate, attraverso tre laboratori didattici di progettazione, giungendo tra l'altro a scegliere il nuovo nome e logo del Parco.
Nel pomeriggio il cantiere e' stato aperto al pubblico alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e del presidente e dell'assessore all'Ambiente della V Municipalita' Arenella-Vomero. La inaugurazione si e' chiusa con un concerto per bambini ''From Toons to Tunes: Disney Concert'' a cura dei Star Funky Band, offerto dal Rotary Club Posillipo. All'amministrazione, si legge in una nota, il compito di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria del parco e le condizioni di sicurezza.
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Medici e artisti contro l'alzheimer
Unirà lo studio delle patologie neurodegenerative - come Alzheimer e Parkinson - con lo spettacolo l'iniziativa "Guardare lontano", in programma il prossimo 18 giugno al Teatro Diana di Napoli e presentata oggi nel corso di una conferenza con i testimonial, gli attori Patrizio Rispo e Rosaria De Cicco. Divisa in due parti, "Guardare Lontano" - organizzata dall'AINAT (Associazione italiani neurologi ambulatoriali e territoriali) - prevede una sessione scientifica, dalle 15 alle 18 e, di seguito, un dibattito con il pubblico, al quale faranno seguito anche due spettacoli: l'esibizione teatrale 'Il Paziente' (ore 20.20 a cura de "Il Pozzo ed il Pendolò), una degustazione di prodotti tipici campani e il concerto di Joe Barbieri. Ad introdurre la serata saranno i testimonial Rosaria De Cicco e Patrizio Rispo. Il progetto di rete integrata di servizi, assistenza e formazione per le patologie neurodegenerative e le demenze senili coinvolge neurologi territoriali, ospedalieri ed universitari per uno scambio diretto di informazioni sui pazienti ed una razionalizzazione dell'assistenza. "Solo nella provincia di Napoli ci son circa 3000 pazienti alzheimeriani, circa 6000 in tutta la Campania - dice Giuseppe Barbato, presidente nazionale Ainat - attualmente ci sono circa 800 nuovi casi accertati ogni anno". "A questi vanno aggiunti gli ammalati di Parkinson, Parkinsonismi altre forme di demenze e quelli colpiti da ictus cerebralì, aggiunge Barbato. Si tratta di patologie che hanno un forte impatto sociale ed economico. "Ci si ammala infatti intorno ai 55 anni e con il passar del tempo le famiglie degli ammalati sono sempre più coinvolti nell'assistenza. Il progetto di rete coinvolge tre livelli di assistenza sanitaria: gli ambulatori dei neurologi territoriali, le neurologie ospedaliere, e il centro Parkinson regionale presso l'Università Federico II. La rete intende evitare l'ingolfamento delle strutture ospedaliere e del centro del II Policlinico. Il percorso di diagnosi inizia infatti presso il poliambulatorio distrettuale. Ma non è tutto: di rilevante importanza non solo la presa in carico del paziente, ma anche dei suoi familiari che saranno coinvolti in una serie di progetti di informazione. "Il compito di noi volti cosiddetti noti - ha detto Patrizio Rispo, attore della fiction 'Un Posto al sole' - è quello di smuovere la patina di indifferenza". Per Rosaria De Cicco, "conoscere ed informarsi é importantissimo, soprattutto in un mondo dove si pensa solo all'immagine, e dove spesso ci si dimentica che le malattie possono riguardare tutti".
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Al Napoli Festival protagonista una ballerina disabile
Sembra la ''Bolormaa'' di Giovanni Lindo Ferretti, la ballerina contorsionista che il cantautore emiliano conobbe durante un viaggio in Mongolia e che
trasformo', con una celebre canzone, in metafora di vita. Sembra un ''concetto che si e' fatto carne, nervi, viscere e legamenti'' Claire Cunningham, la coreografa scozzese costretta a vivere con tutori ortopedici a causa di una disabilita' congenita, e che per il 'Napoli teatro festival Italia' ha portato in scena, all'ex birreria di Miano, 'Mobile\Evolution'.
La ballerina entra su una scena spoglia sorreggendo il suo corpo minuto con tre stampelle. Il gioco di luci studiato da Grahame Gardner fa il resto e dalla tribuna la Cunningham appare quasi come un ragno. Sul palco c'e' un tappeto di stampelle di diverso genere che la ballerina passa in rassegna spiegando al pubblico la difficolta' di vivere una vita intera aggrappati a uno strumento ortopedico.
Poi comincia la danza, sulle note di Matthias Herrmann, e quegli stessi strumenti, cosi' freddi e privi di grazia, vengono accarezzati da un sottile velo di poesia. Intrecciati tra loro diventano prima un copricapo, poi un'istallazione artistica e poi ancora un trapezio al quale la Cunningham si aggrappa per volteggiare a mezz'aria. ''Fluida, contorta, molle,
resistente'', quel ragnetto inizialmente un po' goffo sembra quasi volare. Nel cambio di scena indossa un toutou nero e per la seconda parte dello spettacolo diventa una bambola. Sempre con le sue stampelle e i suoi tutori ortopedici danza prima sulle note di Bach e poi su ''I'm singing in the rain'' nella versione di Gene Kelly.
La Cunningham ha trasformato il suo corpo in un concetto che lo spettatore osserva quasi con timore. In poco meno di un'ora di danza sussurra che la felicita' e' ''preziosa, senza limite e va e viene''. Ma lo fa con delicatezza, senza mai scadere nella retorica o nell'autocommiserazione, semplicemente mostrando per quello che e' la sua disabilita' e dimostrando che l'arte puo' cancellarla completamente. ''Non voglio volare - dice durante la performance - voglio solo arrampicarmi''.
A fine spettacolo standing ovation del pubblico e dieci meritatissimi minuti di applausi. La Cunningham ringrazia a modo suo: un timido sorriso, un saltino dalle sue stampelle e poi scappa via.
trasformo', con una celebre canzone, in metafora di vita. Sembra un ''concetto che si e' fatto carne, nervi, viscere e legamenti'' Claire Cunningham, la coreografa scozzese costretta a vivere con tutori ortopedici a causa di una disabilita' congenita, e che per il 'Napoli teatro festival Italia' ha portato in scena, all'ex birreria di Miano, 'Mobile\Evolution'.
La ballerina entra su una scena spoglia sorreggendo il suo corpo minuto con tre stampelle. Il gioco di luci studiato da Grahame Gardner fa il resto e dalla tribuna la Cunningham appare quasi come un ragno. Sul palco c'e' un tappeto di stampelle di diverso genere che la ballerina passa in rassegna spiegando al pubblico la difficolta' di vivere una vita intera aggrappati a uno strumento ortopedico.
Poi comincia la danza, sulle note di Matthias Herrmann, e quegli stessi strumenti, cosi' freddi e privi di grazia, vengono accarezzati da un sottile velo di poesia. Intrecciati tra loro diventano prima un copricapo, poi un'istallazione artistica e poi ancora un trapezio al quale la Cunningham si aggrappa per volteggiare a mezz'aria. ''Fluida, contorta, molle,
resistente'', quel ragnetto inizialmente un po' goffo sembra quasi volare. Nel cambio di scena indossa un toutou nero e per la seconda parte dello spettacolo diventa una bambola. Sempre con le sue stampelle e i suoi tutori ortopedici danza prima sulle note di Bach e poi su ''I'm singing in the rain'' nella versione di Gene Kelly.
La Cunningham ha trasformato il suo corpo in un concetto che lo spettatore osserva quasi con timore. In poco meno di un'ora di danza sussurra che la felicita' e' ''preziosa, senza limite e va e viene''. Ma lo fa con delicatezza, senza mai scadere nella retorica o nell'autocommiserazione, semplicemente mostrando per quello che e' la sua disabilita' e dimostrando che l'arte puo' cancellarla completamente. ''Non voglio volare - dice durante la performance - voglio solo arrampicarmi''.
A fine spettacolo standing ovation del pubblico e dieci meritatissimi minuti di applausi. La Cunningham ringrazia a modo suo: un timido sorriso, un saltino dalle sue stampelle e poi scappa via.
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Musica per la pace al San Carlo
Il 2010 è l'Anno Internazionale per il ravvicinamento delle culturé, così designato dalle Nazioni Unite, e la Fondazione Mediterraneo torna a promuovere il 'Concerto Euromediterraneo per il dialogo tra le Culture - Nostro Mare Nostro'. Un evento che sarà ospitato quest'anno dal teatro San Carlo, il 13 giugno, alle 19. E' l'undicesima edizione, dopo il successo delle precedenti, che ha portato oltre 500.000 persone in diverse città del mondo, da Otranto, Cairo, Napoli, Roma, Cosenza, Lussemburgo, Barcellona, Algeri e Gaeta, il Concerto ritorna oggi a Napoli nella cornice unica del Teatro di San Carlo, grazie al protocollo d'intesa Maison de la Paix-Casa Universale delle Culture (MdP). Un evento che riunisce artisti provenienti da diversi Paesi euromediterranei. Napoli è il 'luogo-simbolo' in cui le diverse identità e culture del Mediterraneo possono incontrarsi nel Totem della Pace, opera dello scultore Mario Molinari, riconosciuto a livello mondiale come il simbolo della pace e premio di questa edizione. In occasione del Premio Mediterraneo importanti volti impegnati per la Pace e premiati: S.B. Mons. Fouad Twal, Angela Merkel, André Azoulay, Carl Bildt, Wijdan Al-Hashemi, Mario Molinari, Maurizio Valenzi, Carlo Giovanardi, Abdelmaksoud Rachdi, Alvaro Siza, Baltasar Porcel, El Pais, Al-Jazeera, La Vanguardia, Unione degli Industriali di Napoli, Lady Yvonne Cochrane Sursock, Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, Sergio Piazzi, Mons. Giuseppe Rocco Favale. L'evento ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Servizio Civile Nazionale, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, Lega degli Stati Arabi, Fondazione Euromediterranea 'Anna Lindh' per il Dialogo tra le Culture, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Piattaforma Ong Euromed, Unione dei Giovani Euromaghrebini, Maison des Alliances, Maison de la Mediterranee, Gruppo Il Denaro, agenzie di stampa Ansa e Ansamed, Unione degli Industriali di Napoli, Fondazione Italiani nel Mondo, associazione Oltre il Chiostro onlus, Ambasciate in Italia di Albania, Austria, Bosnia, Giordania, Marocco, Polonia e Romania. "Un premio prestigioso - spiega Michele Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo - istituito nel 1996 dalla Fondazione Mediterraneo, il Premio Mediterraneo è oggi tra i più autorevoli riconoscimenti a livello mondiale. Suddiviso in 19 sezioni, il premio vuole essere una testimonianza dell'impegno e del contributo che personalità del mondo religioso, politico, culturale e artistico hanno dato per la diffusione dei valori di pace e nella valorizzazione delle differenze culturali nell'area del Grande Mediterraneo.
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venerdì 4 giugno 2010
La camorra non vale niente
Sono arrivati sventolando bandiere con la scritta "La camorra non vale niente", hanno cantato 'La marcia dei diritti dei bambini'' e recitato poesie. E tutto all'insegna della legalità e contro le mafie. Sono i bambini del secondo circolo didattico 'San Giovanni Bosco' di Volla, nel Napoletano, e quelli un po' più grandi della scuola media statale Michelangelo di Bagnoli che hanno preso parte a un progetto per la diffusione della legalità tra gli istituiti, Libera Campania e la Fondazione Polis, che si sono esibiti negli spazi antistanti le due organizzazioni, a Napoli. Gli alunni delle elementari hanno realizzato un calendario, dedicato a 12 vittime di camorra in Campania. Un calendario fatto di colori e disegni nei quali i bambini hanno espresso e rappresentato la loro idea di un 'mondi senza cattivi' né bulli nelle scuole. "Questo lavoro ci aiuta a non dimenticare - ha slegato una delle bambine - Un calendario è fatto di soli 12 mesi, ma nei nostri cuori ci sono anche tutte le altre vittime". Ad ascoltarli, mentre uno alla volta elencano i nomi delle vittime, anche i familiari che, come sottolinea Geppino Fiorenza, "superando il loro dolore, sono un esempio di grande impegno e resposabilità civile". Poi è il turno degli studenti della scuola media di Bagnoli che hanno presentato la seconda parte del lavoro 'Un nome, una storia', che raccoglie le biografie di vittime italiane delle mafie. "Questo lavoro è cominciato nel 2007 dagli studenti che c'erano prima di noi - Abbiamo continuato sulla stessa strada, facendo ricerche, documentandoci". Il risultato è un opuscolo diviso per categorie: sono raccontate le storie di magistrati, forze dell'ordine, uomini delle scorte ammazzati dalle mafie, sindacalisti, giornalisti. "Sono persone che hanno continuato per la loro strada - ha concluso un altro ragazzini - anche se sapevano che sarebbero stati ammazzati".
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"Noi adottiamo un bimbo rom"
Favorire l'integrazione dei bambini rom e abbattere gli stereotipi esistenti nei confronti del popolo rom. Con queste finalità è stato sottoscritto, oggi in Prefettura, il protocollo d'intesa 'Noi adottiamo un campo rom'. A firmare il documento, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, in qualità di commissario delegato per l'emergenza insediamenti comunità nomadi, la presidente del comitato regionale Unicef, Margherita Dini Ciacci, e i dirigenti del X Circolo didattico 'Ilaria Alpi' di Scampia, dell'Itc 'Galiani' di via Don Bosco, della scuola media statale 'Capasso', dell'Istituto comprensivo 'Sancia D'Angio" di Trecase, scuole che si trovano nelle vicinanze di campi rom. Il progetto come spiegato dal prefetto Pansa "rientra nelle iniziative volte ad affrontare il tema dei nomadi e, in particolare, i problemi dei bambini rom che vanno a scuola e mira a promuovere tutte quelle iniziative volte a incentivare la frequenza nell'ambito delle attività scolastiche dei bambini nomadi e, allo stesso tempo - ha aggiunto - a rendere i rapporti tra scuola e bambini più facili". Un progetto che, dunque, coinvolge istituzioni, scuole e l'Unicef territoriale nell'ambito delle loro specifiche competenze. Un'iniziativa che la presidente Unicef Campania intende portare all'attenzione dell'assemblea dell'organizzazione, il prossimo 19 giugno, con l'obiettivo di promuovere simili azioni anche in altre regioni. "Nei confronti dei rom - ha detto Dini Ciacci - c'é una forte chiusura mentre è importante promuovere l'integrazione e l'interazione tra i nostri figli e i bimbi rom perché il destino della nostra città è legata, inevitabilmente, al meticciato". Il progetto mira a configurarsi come una vera e propria "operazione d'amicizia" tra napoletani e rom partendo dai bambini che frequentano le scuole partenopee e della provincia perché come sottolineato da Annamaria Sessa, dirigente dell'Itc Galiani, "la scuola deve assolvere al suo compito di formazione e promozione umana prima che gli stereotipi diventino più spessi perché l'integrazione deve partire dai banchi di scuola". I plessi coinvolti avvieranno laboratori artistici, linguistici, culturali in cui gli studenti creeranno oggetti della nostra e della loro tradizione e cultura che saranno poi presentati durante una mostra pubblica. Ma non solo. Saranno promosse giornate "del cibo multietnico" che coinvolgeranno le mamme rom e quelle napoletane nella preparazione dei cibi della terra di appartenenza e saranno anche promosse manifestazioni sportive. Laboratori a cui, durante tutto l'anno scolastico, sarà affiancata la trattazione del tema dell'integrazione razziale che costituirà il leit motiv dell'intero percorso didattico e dell'offerta formativa.
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Agli scavi di Pompei visite multisensoriali
Si fa più ricca l'offerta turistica per l'estate nell'area archeologica di Pompei. Dall'1 giugno a Pompei aprono stabilmente al pubblico la Domus di Giulio Polibio, con visita multisensoriale, e il cantiere-evento dei Casti Amanti, dov'é possibile assistere in diretta al lavoro degli archeologi e dei restauratori. Dopo i restauri e il successo delle aperture straordinarie per la XII Settimana della cultura, le due splendide domus su via dell'Abbondanza saranno fruibili tutti giorni, con la formula del percorso didattico, prenotazione obbligatoria e biglietto aggiuntivo (5 euro per ciascuna visita; 7 euro per la visita di entrambe le domus). Le visite, per gruppi di 25 persone, della durata di circa un'ora ciascuna, partiranno dalle 10 fino alle 18 (anche in lingua inglese, francese, spagnolo). "In queste iniziative - spiega Marcello Fiori, commissario delegato per l'emergenza all'area archeologica di Napoli e Pompei - abbiamo voluto unire al grande lavoro e rigore scientifico dell'indagine archeologica anche il desiderio di conoscenza troppo spesso inevaso dei visitatori". Ad accogliere i visitatori nella domus di Giulio Polibio è proprio l'ologramma del padrone di casa, un ricco liberto, il cui aspetto è ricostruito sulla scorta di studi scientifici. E' lo stesso Polibio con la sua voce ad accompagnare i visitatori negli ambienti più importanti della sua residenza, fino all'ultima stanza dove si rifugiarono al momento dell'eruzione i suoi familiari e dove è stata ritrovata la giovane donna incinta, che tornerà a vivere anche lei in forma di ologramma. In circa un'ora sarà possibile conoscere l'architettura, le decorazioni pittoriche, suppellettili, piante e gli uccelli del giardino e soprattutto gli abitanti della casa, la loro vita quotidiana, i rumori e i silenzi, la loro quotidianità e gli affetti fino alla tragedia dell'eruzione. In sottofondo si potrà ascoltare un'installazione sonora, l'Opera Regio IX, progetto del professor Claudio Rodolfo Salerno Presidente dell'Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali. Lungo il percorso di visita, tante altre sorprese come il video in 3d che mostra il restauro digitale di decine di affreschi, la ricostruzione virtuale di tutta l'abitazione, l'animazione dell'eruzione e del suo impatto sulla casa in una visualizzazione tridimensionale che accompagna lo spettatore alla scoperta degli ambienti della casa, ricostruita fin nei minimi particolari. La visita al cantiere-evento dei Casti Amanti riserva invece l'emozione di vivere la scoperta archeologica in diretta, grazie alla presenza di archeologi e restauratori al lavoro. Attraverso un sistema di passerelle sospese, è possibile osservare dall'alto, perfettamente conservati, il forno della panetteria, le due stalle con scheletri di animali, un giardino fedelmente ricostruito e meravigliosi affreschi e mosaici. Una serie di tecnologie multimediali riproducono la ricostruzione virtuale della funzione dei vari ambienti. I lavori archeologici saranno visibili anche da via dell'Abbondanza attraverso dei pannelli trasparenti. Dopo anni di abbandono, il cantiere è stato infatti totalmente messo in sicurezza e dotato di una copertura che ne assicura la tutela, la conservazione e la valorizzazione.
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A Mosca la settimana della cultura napoletana
Prevede una serie di appuntamenti culturali in Russia ed in particolare a Mosca. ''La settimana della cultura napoletana a Mosca 2010'', il progetto presentato oggi da Fausto Silvestro di Ischia Crociere ed approvato dall'Unione delle Province della Campania (UPI). ''Il primo - afferma Fausto Silvestro di Ischia Crociere - e' sicuramente il piu' importante, si tratta della mostra 'Pompei: i misteri della citta' sotterranea', che sara' inaugurata il 15 giugno 2010 al museo storico di Mosca, alla presenza di autorita' delle Federazione Russa, del mondo della cultura, di televisioni nazionali, giornalisti ed imprenditori. Si tratta della prima volta per la cittadinanza moscovita che potra' ammirare circa 200 reperti archeologici delle ville vesuviane seppellite dall'eruzione del Vesuvio del 70 d.C. Affreschi, statue, ornamenti, utensili e monili messi a disposizione dalla
sovrintendenza speciale ai Beni archeologici di Napoli e Pompei, saranno mostrati in tutto il loro splendore per creare le emozioni collegate ad una cultura passata e la voglia di visitare i luoghi dove questa cultura e' custodita. La mostra sara' aperta al pubblico fino al 15 agosto 2010 mentre il programma della settimana prevede anche appuntamenti con la musica oltre che con l'arte, inoltre nel mese di ottobre e' previsto un importante appuntamento con gli operatori turistici russi per realizzare un workshop della offerta turistica della Regione Campania per la stagione turistica 2011.
''In una fase dove la competizione si fa' piu' agguerrita e difficile bisogna partire dalle risorse, come si dice in gergo aziendale, dal core business, valorizzarlo e renderlo attrattore dei flussi di domanda turistica'', afferma Fausto Silvestro. ''La cultura, l'arte, l'ambiente ed il territorio sono il core business della Regione Campania, puntiamo su questi fattori, valorizziamoli e facciamo conoscere e sono certo che saremo scelti dal turista attento ed esigente'', conclude Fausto Silvestro che ha presentato l'iniziativa.
A Napoli est borse di studio per sconfiggere il degrado
Si chiama 'NaplEST - Viva, Napoli vive!' l'iniziativa per la riqualificazione dell'area est di Napoli che promuovera' anche un concorso per assegnare una borsa di studio per lo Iacocca Institute riservata ai giovani talenti provenenienti da quattro quartieri interessati al progetto. Il progetto verra' presentato in conferenza stampa a Napoli con il giornalista Enrico Cisnetto mentre all'inaugurazione del 10 giugno viene annunciata la presenza di Riccardo Muti.
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dati della ricerca curata dal professor Luca Meldolesi, ordinario di Politica economica all'Universita' di Napoli Federico II e presidente del comitato nazionale per l'emersione del lavoro non regolare, sull'impatto economico e sociale che il progetto avra' sulla citta'.
NaplEST nasce, sottolineano i promotori, ''dallo slancio di un gruppo di imprenditori e da un investimento completamente privato, con l'obiettivo di cambiare volto a una delle aree maggiormente svantaggiate del capoluogo campano''. In particolare, i quartieri coinvolti dall'iniziativa saranno Poggioreale, San Giovanni, Barra e Ponticelli. Centri commerciali, aree portuali e soluzioni abitative sono alcuni dei programmi. Tra i progetti un parco della musica, ''una struttura tra le piu' grandi d'Europa, che permettera' un rilancio anche dal punto di vista culturale dell'area coinvolta''. Inoltre, tutte le costruzioni ''saranno realizzate avendo un occhio di riguardo al verde, cercando di aumentare 'i polmoni' della citta' partenopea''.
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sabato 29 maggio 2010
Al Pascale "cemento" per le vertebre
Si chiama"algometro" e serve a misurare il dolore. Funziona come un termometro che, grazie a una scala graduata da 0 a 10, valuta il dolore percepito. Per i bambini al posto dei numeri ci sono delle faccine, da quella sorridente alla più triste. Dal 28 maggio è in dotazione al Pascale e dal 1 giugno sarà distribuito ai pazienti da sottoporre a terapia antalgica appropriata. Ma il device non è l' unica novità di cui si parlerà durante la giornata nazionale del Sollievo che, organizzata dal Pascale, dalla Federico II e dal Santobono, si svolgerà nell' aula Romolo Cerra sotto la presidenza del direttore di Terapia antalgica, Arturo Cuomo, e dei professori Maiuri e Tufano dalle 8.30 di venerdì. Nel convegno dedicato ai "Tumori metastatici del rachide", coordinato da Luca Serra, responsabile di Chirurgia spinale del polo oncologico, si discuterà della possibilità di alleviare la sofferenza causata dalle fratture vertebrali grazie all' impiego di un materiale sintetico, una sorta di cemento che, una volta iniettato nelle lesione, permette il ripristino di una condizione anatomica e funzionale quasi normale. «Negli ultimi anni in campo chirurgico», spiega Serra, «la vertebroplastica è la maggiore novità: una procedura miniinvasiva che può essere utilizzata per il trattamento delle metastasi. Si effettua in anestesia locale e consiste nell' iniezione, attraverso un ago introdotto sotto controllo radiologico, di qualche millilitro di cemento acrilico nella vertebra. Si ottengono due risultati: l' immediata scomparsa o la significativa riduzione del dolore e, soprattutto, il consolidamento strutturale della vertebra per prevenire conseguenze invalidanti. Il cemento, inoltre, causa la necrosi delle cellule tumorali con un effetto locale anche sull' avanzamento della malattia». Altrettanto positiva l' attivazione, al Cardarelli dopo 11 anni di attesa (di medici e pazienti), di 7-8 posti letto del reparto di Terapia antalgica diretto da Vincenzo Montrone: «Finalmente c' è un percorso assistenziale definito con il malato oncologico seguito e curato per tutto l' iter, diagnostico e terapeutico». «La struttura era attiva da tempo, ma priva di posti letto», aggiunge il manager Rocco Granata, «adesso, entro pochi giorni, la Terapia antalgica sarà, insieme all' Oncologia diretta da Giacomo Cartenì, all' interno del Padiglione Palermo».
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Il Comune in campo per la donazione di organi
Una seduta del Consiglio comunale solenne dedicata alla donazione di organi. Palazzo San Giacomo si mobilita e, precedendo la giornata nazionale dei trapianti, ha messo in calendario per un confronto istituzionale sulla necessità di perseguire sul percorso della sensibilizzazione, nell' ambito della campagna "Dona gli organi, dona la vita". Alla manifestazione, organizzata e voluta dal sindaco Rosa Russo Iervolino, dal direttore del centro trapianti di fegato del Cardarelli Fulvio Calise e dal consigliere Vito Lupo, ha partecipato anche Salvatore Galiero, anche lui esponente del Consiglio comunale e, soprattutto, trapiantato di fegato da Calise. «La lista d' attesa, se troppo lunga uccide»,è l' allarme di Lupo, chirurgo per anni in forza al centro trapianti della Federico II diretto da Mario Santangelo, «infatti la percentuale di mortalità è diversa per coloro che aspettano un rene e quelli in attesa di un fegato: peri primi, anche se solo il 15 % arriva in tre anni al trapianto, la sopravvivenza è maggiore grazie alla dialisi, mentre tanti pazienti in attesa di un fegato non fanno in tempo a essere trapiantati. In più, c' è il trend negativo delle opposizioni che quest' anno sono in aumento rispetto al 2008 e al 2009».
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La tutela dei nidi delle tartarughe
Sulle spiaggie di Salerno, dalle 5 alle 8 del mattino, a caccia del nido di tartaruga per proteggerlo dall'onda dei bagnanti. E' una delle attivita' di tutela previste dal progetto ''Monitoraggio di siti di nidificazione della tartaruga marina comune Caretta caretta''. ''L'iniziativa prevede un investimento di 110mila euro e sara' realizzato, in collaborazione con i Centri di Educazione Ambientale 'Torre Laura' di Capaccio e 'La Primula' di Pisciotta, in provincia di Salerno, attraverso campagne di sensibilizzazione e monitoraggio sulle spiagge di mattina presto, prima dell'apertura degli stabilimenti balneari per controllare se vi sono tracce di nidificazione. Se si trova il nido, si procede alla sua recinsione e le attivita' di sorveglianza'', spiega Antonio Carmine Esposito, referente del settore Ecologia dell'assessorato regionale alle Politiche Ambientali.
Meta recente di diversi animali spiaggiati (tartarughe e un cucciolo di balena), i lidi della costa campana sono tra i piu' frequentati dalle tartarughe caretta anche per la nidificazione.''L'ultimo caso risale al 2008, a Lucrino, vicino Pozzuoli, con la nascita di 106 piccoli su 116 uova deposte - spiega Flegra Bentivegna, responsabile scientifico del progetto - Si e' trattato del piu' grande successo riproduttore di tutto il Mediterraneo, se si considera che in genere la percentuale di uova schiuse si aggira intorno al 50%. Altri due nidi ci sono stati nel 2006, a Ogliastro marina, in provincia di Salerno, con il 40% di uova schiuse e, nel 2002, a Baia Domizia, a nord di Napoli, con il 37% di piccoli nati''.
Meta recente di diversi animali spiaggiati (tartarughe e un cucciolo di balena), i lidi della costa campana sono tra i piu' frequentati dalle tartarughe caretta anche per la nidificazione.''L'ultimo caso risale al 2008, a Lucrino, vicino Pozzuoli, con la nascita di 106 piccoli su 116 uova deposte - spiega Flegra Bentivegna, responsabile scientifico del progetto - Si e' trattato del piu' grande successo riproduttore di tutto il Mediterraneo, se si considera che in genere la percentuale di uova schiuse si aggira intorno al 50%. Altri due nidi ci sono stati nel 2006, a Ogliastro marina, in provincia di Salerno, con il 40% di uova schiuse e, nel 2002, a Baia Domizia, a nord di Napoli, con il 37% di piccoli nati''.
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giovedì 20 maggio 2010
Il capo della Polizia dona un pianoforte a una ragazza non vedente
Frequenta il conservatorio, ma la sua famiglia non poteva acquistarle un pianoforte per esercitarsi a casa. Cosi' Luciana, 12 anni, ragazzina non vedente di Baselice (Benevento), ha scritto a varie istituzioni chiedendo aiuto. Il suo appello e' stato raccolto dal capo della polizia, Antonio Manganelli, che le ha regalato il desiderato pianoforte: un gesto compiuto in modo riservato, che e' stato divulgato oggi in segno di gratitudine dal conservatorio di Benevento, dove Manganelli si rechera' in visita venerdi' 21 maggio.
La gioia della ragazzina e' stata incredibile, come racconta Tina Babuscio, la docente del conservatorio che la segue negli studi. ''La piccola Luciana - ricordano al conservatorio - ha imparato a suonare il pianoforte appoggiando le sue mani su quelle della sua maestra, quando ancora non leggeva le note in Braille''.
''E' una storia di altri tempi - commenta il presidente del Conservatorio di Benevento, Achille Mottola - sia per la forza ed il coraggio della nostra allieva che per il gesto sensibile di vicinanza e di sostegno morale che ha fatto il capo della polizia. Per questo abbiamo invitato il prefetto Manganelli ad onorarci della sua visita e ringraziarlo per il suo nobile gesto con una targa ricordo che gli sara' consegnata venerdi a Benevento al termine di un mini concerto dove la protagonista sara' proprio la nostra Luciana insieme agli altri allievi del conservatorio''.
Secondo quanto si e' appreso, le 'sorprese' per la giovane studentessa non dovrebbero terminare: a giugno Luciana potrebbe suonare con la Banda della polizia di Stato in un concerto al teatro San Carlo di Napoli. Ma questa e' un'altra storia.
La gioia della ragazzina e' stata incredibile, come racconta Tina Babuscio, la docente del conservatorio che la segue negli studi. ''La piccola Luciana - ricordano al conservatorio - ha imparato a suonare il pianoforte appoggiando le sue mani su quelle della sua maestra, quando ancora non leggeva le note in Braille''.
''E' una storia di altri tempi - commenta il presidente del Conservatorio di Benevento, Achille Mottola - sia per la forza ed il coraggio della nostra allieva che per il gesto sensibile di vicinanza e di sostegno morale che ha fatto il capo della polizia. Per questo abbiamo invitato il prefetto Manganelli ad onorarci della sua visita e ringraziarlo per il suo nobile gesto con una targa ricordo che gli sara' consegnata venerdi a Benevento al termine di un mini concerto dove la protagonista sara' proprio la nostra Luciana insieme agli altri allievi del conservatorio''.
Secondo quanto si e' appreso, le 'sorprese' per la giovane studentessa non dovrebbero terminare: a giugno Luciana potrebbe suonare con la Banda della polizia di Stato in un concerto al teatro San Carlo di Napoli. Ma questa e' un'altra storia.
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martedì 11 maggio 2010
A Soccavo la Casa dell'informatica
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