venerdì 23 luglio 2010
Axl, il cane "bagnino"
Il labrador, si sa, è un cane con l'istinto naturale al salvataggio in acqua, e questo istinto ha spinto Axl, maschio fulvo di tre anni, a tuffarsi nel mare di Agropoli stupendo i bagnanti nel tentativo di "soccorrerli" anche se non ne avevano alcun bisogno. Il cane ha scavalcato il recinto del giardino di casa dei suoi padroni, residenti del posto. Giunto nei pressi del molo di soprafflutto, Axl ha scorto un uomo in mare, un bagnante impegnato in una nuotata solitaria. Senza farsi pregare, il labrador si è quindi tuffato in acqua e ha iniziato ad inseguire l'uomo, determinato a "salvarlo". I due, uomo e cane, hanno percorso insieme circa 500 metri, fino a quando l' attenzione di Axl è stata rapita da un gruppo di persone che si tuffavano dallo "Scoglio di San Francesco", un piccolo scoglio dal quale, secondo la tradizione, il santo di Assisi avrebbe parlato ai pesci. Un paio di "zampate" e Axl è giunto sul posto, impedendo, letteralmente, che i bagnanti si azzardassero a mettere piede in mare. Quelli che, più audacemente, provavano a tuffarsi, venivano immediatamente raggiunti dal cane e ricondotti sullo scoglio con le buone maniere, a forza di delicati spintoni con il muso. Il tutto è durato una trentina di minuti, fino a quando il labrador è stato recuperato dal responsabile del servizio comunale di salvataggio in aquabike, Nicola De Stefano, che, dopo averlo legato alla barella, lo ha ricondotto in porto, naturalmente via mare. Qui, grazie alla targhetta che portava al collo, il cane ha ritrovato i suoi padroni. "Se ne stava sulla barella tutto impettito - ha spiegato De Stefano - Non aveva alcuna paura né di me, né dell'acqua. E' un cane straordinario". Il labrador retriever è un cane originario dell'isola di Terranova. E' un nuotatore eccezionale, e nei secoli scorsi i marinai lo utilizzavano spesso per la pesca e il recupero di uomini finiti in mare durante le traversate.
Una nuova speranza contro la leucemia
La quercetina, una piccola molecola ad attività antiossidante, comunemente presente in cipolle, capperi, sedano, mele, uva, té verde e vino rosso, potrebbe essere impiegata nelle terapie preventive e curative delle leucemie. Ad attestarlo è una ricerca dell'Istituto di scienze dell'alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Isa-Cnr), pubblicata dal British Journal of Cancer. "I nostri studi, eseguiti anche da altri gruppi di ricerca, dimostrano che la quercetina appartiene a quell'ampio gruppo di molecole di origine vegetale, i fitochimici, capaci di attività chemio-preventiva", spiega Gian Luigi Russo, ricercatore dell'Isa-Cnr e responsabile della ricerca. In sostanza, dice Russo, "la molecola è capace di bloccare il processo di trasformazione di una cellula normale in tumorale, oppure di invertirlo, se è già in atto". Finora gli studi erano stati condotti essenzialmente su linee cellulari o modelli animali mentre ora, per la prima volta, è stato dimostrato che la quercetina è efficace in cellule tumorali di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica (Llc). "In tali pazienti - continua Russo - la molecola è in grado di rendere vulnerabili al trattamento farmacologico con chemioterapici cellule isolate dal paziente che prima non lo erano". I dati finora raccolti fanno ben sperare per una prossima sperimentazione clinica: "Sebbene non sia esente da tossicità, studi preclinici hanno dimostrato che la quercetina è invece ben tollerata anche a dosi elevate". La quantità di quercetina assunta giornalmente con la dieta (25-30 milligrammi) è molto lontana dal poter svolgere una qualsivoglia attività biologica. L'attività antitumorale, infatti, scatterebbe all0assunzione di dosi farmacologiche. La leucemia linfocitica cronica colpisce circa 1-6 persone su 100.000 e rappresenta la più frequente forma di leucemia nell'adulto (22-30% dei casi). Attenzione, però, a interpretazioni errate o superficiali dei dati scientifici, avverte Russo: "Massicce dosi di antiossidanti, quercetina inclusa, assunte liberamente come supplementi dietetici da persone sane e senza il diretto controllo del medico, possono risultare dannose alla salute".
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Vesuvio, la scalata dell'alpinista scalzo
Sarà il Vesuvio la prossima vetta ad essere scalata da Tom Perry 'l'alpinista scalzò protagonista di imprese estreme che hanno toccato le cime più alte e impervie del mondo. La scalata, in programma domenica 25 luglio, vedrà l'atleta vicentino correre, rigorosamente a piedi nudi, lungo il perimetro del cratere vesuviano per poi scendere di corsa dal cono così come già fatto nel 2007 sull'Etna. "In principio - ha spiegato Perry - affrontare queste imprese era soprattutto una sfida con me stesso, ma poi è diventata una filosofia con l'obiettivo di dimostrare che l'uomo è una macchina perfetta e il mio camminare e correre senza scarpe vuole ricondurre l'uomo al suo legame indissolubile con la terra da cui viene e a cui tornerà". Tra le montagne discese a piedi nudi da Perry, le Dolomiti, il Kilimangiaro, il Licanbur e il Nevado Sajama in Bolivia, l'Aconcagua in Argentina, il Fujama in Giappone, il Pico de Orizoba in Messico, vette 'prestigiose' a cui da domenica si aggiungerà il Vesuvio. "Ho scelto di affrontare il Vesuvio - ha spiegato l'alpinista - per puntare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle bellezze di Napoli, che spesso a torto viene definita la pattumiera d'Italia, un'immagine che, secondo me, ha aggiunto Perry, è stata attaccata alla città per distogliere l'attenzione dai tanti problemi, anche di inquinamento, che abbiamo anche al Nord". L'impresa di Perry è organizzata grazie alla collaborazione tra il presidente della Provincia di Vicenza Valter Gasparotti e il presidente della Provincia di Napoli Luigi Rispoli che ha inquadrato l'iniziativa nell'ambito del lavoro che ha spiegato "la Provincia sta portando avanti per sostenere la candidatura del Vesuvio al concorso internazionale per la scelta delle 7 meraviglie del mondo, concorso in cui il vulcano partenopeo è tra i 28 siti finalisti". "Grazie all'impresa di Perry - ha concluso il presidente della Provincia Luigi Cesaro - Napoli avrà l'opportunità di essere mostrata dalle cronache nazionali non solo per gli aspetti negativi come spesso accade, ma per il suo patrimonio naturalistico, patrimonio di cui il Vesuvio è simbolo in tutto il mondo".
La mozzarella va in carrozza... con Trenitalia
" Mozzarella in carrozza" sui treni Alta velocità. Parte da lunedì prossimo e fino al 31 luglio, l'iniziativa di Unioncamere Campania in collaborazione con Trenitalia e il consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop che prevede menu specifici a base del formaggio fresco di produzione regionale. Ogni giorno su 38 treni con carrozza ristorante sulle tratte Salerno-Napoli-Milano, su Roma-Venezia e sui treni che dalla capitale raggiungono Parigi, saranno serviti più di 800 piatti di mozzarella di bufala, mentre su 62 treni nazionali dotati di carrozza bar, sono previste degustazioni-apertivo di bocconcini per diecimila clienti di Trenitalia. Grazie all'accordo realizzato da Unioncamere Campania, sarà possibile offrire, nella settimana di svolgimento dell'iniziativa "Mozzarella in carrozza", menu a prezzi competitivi e realizzati in collaborazione con il gestore del catering di bordo CWl-Italia e sarà distribuito materiale informativo a bordo delle carrozze dell'Alta Velocità. Per il presidente di Unioncamere Campania Augusto Strianese: "Si tratta di un efficace veicolo di promozione delle nostre eccellenze agroalimentari. L'intesa con Trenitalia ci permette di raggiungere direttamente a bordo turisti e viaggiatori italiani i quali potranno scoprire un prodotto tipico campano e informarsi sulla qualità, attraverso le degustazioni durante il viaggio".
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Enel Cuore dona pulmino all'Onlus "La Tenda"
Nell'Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale prosegue l'impegno di Enel Cuore - la Onlus di Enel dedicata ad opere di solidarietà sociale - a favore dei senza fissa dimora. Attraverso il progetto "Un Cuore in stazione", ideato e realizzato insieme alle Ferrovie dello Stato per aiutare le persone senza fissa dimora che vivono in situazioni di indigenza nei pressi delle stazioni ferroviarie, l'Associazione Centro "La Tenda" Onlus di Napoli ha ricevuto in dono da Enel Cuore un pulmino e help center mobile per l'assistenza e il primo soccorso sulle strade. L'associazione Centro "La Tenda" Onlus opera da circa trent'anni nel contesto napoletano, svolgendo attività sociali che vanno dal recupero dalle dipendenze, fino all'assistenza ai poveri di strada. Dal 2006 dedica grande attenzione all'assistenza alle persone senza dimora, attraverso un Help Center all'interno della Stazione Centrale di Napoli (afferente alla rete nazionale Onds) e un Centro di accoglienza notturno nel quartiere Sanità, dotato di 84 posti letto. I mezzi di trasporto donati da Enel Cuore consentono di monitorare più luoghi della città, prevalentemente nei pressi della stazione e delle fermate della metropolitana della linea 2, di conoscere le persone più isolate e favorirne l'avvicinamento ai servizi istituzionali e del privato sociale. L'Associazione può così incrementare il servizio offerto facendo fronte alla complessità del lavoro in strada e alla difficoltà nel raggiungere persone in stato di abbandono. La presenza dell'unità mobile su strada ha consentito nei primi tre mesi di attività - da aprile a giugno 2010 - un aumento del 25% di nuovi contatti per un totale di circa 200 interventi in più di orientamento e accompagnamento presso i servizi socio-sanitari del territorio, l'Help Center e il Centro di accoglienza notturno. Attività che va ad incidere in maniera significativa sulla situazione dei senza dimora a Napoli che, in base ai dati raccolti dall'Help Center "La Tenda", è sempre più complessa e multiproblematica. Da gennaio 2007 a giugno 2010 sono passate per l'Help Center "La Tenda" 17.242 persone, di queste circa 5.000 hanno richiesto un posto letto dove dormire. Dal 2008 al 2009 i registrati presso l'Help Center "La Tenda" sono cresciuti del 47% passando da 662 a 1.259; tra questi si registra un incremento dei senza fissa dimora italiani pari al 38%. Alla richiesta di accoglienza e di un posto letto, si associa in media nel 40% dei casi la richiesta di lavoro. L'intervento di Enel Cuore Onlus a favore della Associazione Centro "La Tenda" rientra nel progetto di solidarietà nazionale "Un cuore in stazione" ideato nel 2008 da Enel Cuore Onlus e Ferrovie dello Stato per portare sollievo alle persone senza fissa dimora. Il progetto prevede l'apertura o l'ampliamento di Centri di accoglienza, per assistere e accompagnare i soggetti svantaggiati in un processo di indirizzo e di reinserimento nel tessuto sociale. Le strutture - gestite dalle associazioni di volontariato del territorio - andranno oltre l'ospitalità, indirizzando gli utenti nell'accesso alle strutture sociali e sanitarie del territorio, aiutandoli a richiedere i documenti e facilitando la ricerca di un impiego. Enel Cuore ha destinato a tutto il progetto un contributo pari a circa 3 milioni di euro.
sabato 17 luglio 2010
Tumori solidi, un nuovo gene protagonista
Lo studio di malattie genetiche rare può portare a chiarire meccanismi molecolari alla base di numerose patologie, tra cui l’insorgenza di tumori e di infertilità. Lo conferma una ricerca sull’anemia del Fanconi, condotta dai ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Igb-Cnr) e pubblicata sulla prestigiosa rivista Molecular Cell, chiarendo la funzione di un gene (il gene FANCD2), che risulta mutato in questa patologia.
Lo studio ha evidenziato come, in caso di danneggiamento del DNA, la scelta del corretto meccanismo di riparazione giochi un ruolo chiave nel determinare il destino di una cellula. “FANCD2 è un gene che risulta mutato nell’anemia del Fanconi, una complessa e rara malattia genetica che presenta una varietà di sintomi, tra cui la predisposizione a sviluppare tumori solidi, anemia ed infertilità: tutti aspetti ascrivibili a difetti nella riparazione dei danni al DNA”, spiega Antonio Baldini, direttore dell’Igb-Cnr.
“Con questo studio abbiamo evidenziato che la funzione primaria del gene FANCD2 nelle cellule del corpo è soprattutto quella di tenere inattiva la ‘giunzione non omologa delle estremità dei cromosomi’, un meccanismo di riparazione molto efficiente ma poco accurato”, prosegue il ricercatore. “In caso contrario, cioè se il gene non funziona e la cellula adotta il meccanismo di replicazione ‘sbagliato’, si ottengono anomalie cromosomiche e ipersensibilità ad agenti genotossici che sono la causa della predisposizione allo sviluppo di tumori solidi”.
Questa scoperta riguardante l'azione del gene FANCD2 non è però rilevante solo per i malati di anemia del Fanconi, che presenta frequenza di 1–5 casi ogni 1.000.000 di nati e che in Italia con il 50% dei casi è concentrata in Campania, ma per lo studio dei tumori solidi in generale. “Nella trasformazione neoplastica si accumulano un alto numero di mutazioni in numerosi geni, alcune delle quali sono causa, altre conseguenza della malattia”, sottolinea Adriana La Volpe, coordinatrice dello studio. “Le sindromi ereditarie di predisposizione al cancro come l’anemia del Fanconi, sono molto importanti per noi ricercatori per capirne le cause, permettendoci di discriminare tra mutazioni in geni ‘piloti’ del tumore e in geni ‘passeggeri’, le prime causa e le seconde conseguenza dell’insorgenza”.
Lo studio ha evidenziato come, in caso di danneggiamento del DNA, la scelta del corretto meccanismo di riparazione giochi un ruolo chiave nel determinare il destino di una cellula. “FANCD2 è un gene che risulta mutato nell’anemia del Fanconi, una complessa e rara malattia genetica che presenta una varietà di sintomi, tra cui la predisposizione a sviluppare tumori solidi, anemia ed infertilità: tutti aspetti ascrivibili a difetti nella riparazione dei danni al DNA”, spiega Antonio Baldini, direttore dell’Igb-Cnr.
“Con questo studio abbiamo evidenziato che la funzione primaria del gene FANCD2 nelle cellule del corpo è soprattutto quella di tenere inattiva la ‘giunzione non omologa delle estremità dei cromosomi’, un meccanismo di riparazione molto efficiente ma poco accurato”, prosegue il ricercatore. “In caso contrario, cioè se il gene non funziona e la cellula adotta il meccanismo di replicazione ‘sbagliato’, si ottengono anomalie cromosomiche e ipersensibilità ad agenti genotossici che sono la causa della predisposizione allo sviluppo di tumori solidi”.
Questa scoperta riguardante l'azione del gene FANCD2 non è però rilevante solo per i malati di anemia del Fanconi, che presenta frequenza di 1–5 casi ogni 1.000.000 di nati e che in Italia con il 50% dei casi è concentrata in Campania, ma per lo studio dei tumori solidi in generale. “Nella trasformazione neoplastica si accumulano un alto numero di mutazioni in numerosi geni, alcune delle quali sono causa, altre conseguenza della malattia”, sottolinea Adriana La Volpe, coordinatrice dello studio. “Le sindromi ereditarie di predisposizione al cancro come l’anemia del Fanconi, sono molto importanti per noi ricercatori per capirne le cause, permettendoci di discriminare tra mutazioni in geni ‘piloti’ del tumore e in geni ‘passeggeri’, le prime causa e le seconde conseguenza dell’insorgenza”.
Nasce l'associazione "Oltre il Giardino"
E' stata presentata ufficialmente, all'eremo dei Camaldoli di Napoli l'associazione "Oltre il Giardino. Colture e culture della qualità campana", presieduta da Gianfranco Nappi e dedicata al mondo delle eccellenze della terra e del mare della regione. All'incontro sono intervenuti numerosi esponenti del mondo delle istituzioni e delle organizzazioni legate all'agroalimentare e al territorio campano tra cui il presidente del Parco delle Colline Agostino Di Lorenzo, il presidente del Parco Campi Flegrei Diego Giuliani, il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo, il maestro pastaio Pasquale Buonocore, il docente di marketing Raffaele Cercola. L'Associazione, che ha lanciato oggi stesso il sito www.oltreilgiardino.org, punta allo sviluppo di progetti e strategie di valorizzazione della terra e del mare della campania, da condividere con gli operatori di settore attraverso proposte normative e iniziative culturali e di promozione. "All'epoca della priorità delle logiche di schieramento, degli scontri tra ceti politici,delle formule e degli equilibri interni alle singole forze politiche e della poca capacità di parola delle forze riformatrici - ha detto il presidente dell'associazione Gianfranco Nappi - noi vogliamo puntare su un radicale capovolgimento : per noi contano i contenuti, le idee, i protagonisti, gli uomini e le donne in carne ed ossa . Ed è nella coerenza dei loro confronti e dell'intero mondo dell'agroalimentare di qualità e dell'enogastronomia che si stabiliscono alleanze e nuove linee di demarcazione tra ciò che é progresso e ciò che è conservazione".
sabato 10 luglio 2010
"Sane Stelle II", l'iniziativa della Fondazione CannavaroFerrara con i commercialisti italiani
L’ex calciatore del Napoli Ciro Ferrara e il presidente dei commercialisti italiani Claudio Siciliotti hanno illustrato ieri sera a Napoli, presso l’associazione “Mani Tese”, all’interno dell’Istituto Froebeliano, il nuovo progetto “Sane Stelle II”, organizzato dalla Fondazione CannavaroFerrara, con il contributo dei commercialisti italiani. “Ringraziamo i commercialisti che hanno voluto finanziare un progetto della nostra Fondazione per i bambini del quartiere sanità - ha detto Ferrara. Il nostro obiettivo è di compiere atti concreti per offrire un futuro migliore alle nuove generazioni”. Dal canto suo Claudio Siciliotti ha espresso compiacimento per le iniziative realizzate dalla fondazione CannavaroFerrara confermando l’attenzione dei commercialisti italiani verso i giovani di Napoli. All’incontro ha partecipato anche il presidente dei commercialisti napoletani, Achille Coppola, e il direttore della Fondazione CannavaroFerrara, Vincenzo Ferrara. La prima fase del progetto ha previsto la creazione di un Centro di aggregazione per i minori a rischio sociale del quartiere Stella e del Rione Sanità. Il Centro è oggi un importante luogo dove si realizzano diverse attività volte in modo particolare a contrastare l’emarginazione socio-culturale degli adolescenti, a prevenire la dispersione scolastica e le devianze sociali. Nello specifico, il Centro lavora con minori dai 5 ai 15 anni con: doposcuola, laboratori artistici e musicali, riciclaggio creativo, uscite ludico-culturali per la città, campi estivi, coinvolgimento delle famiglie. A distanza di due anni dall’inizio del progetto Sane Stelle è emersa l’esigenza di continuare il percorso intrapreso con i ragazzi e le ragazze di età maggiore, in modo da seguirli anche durante il difficile periodo di transizione tra la scuola media e quella superiore. L’obiettivo principale dell’iniziativa è, quindi, quello di facilitare l’inserimento dei ragazzi/e nel nuovo percorso di studi attraverso un supporto di tipo didattico e di accompagnamento nel mondo del lavoro. Il progetto Sane Stelle, integrato da queste nuove attività, riuscirebbe così a seguire l’intero percorso formativo e di crescita dei minori, dalla scuola elementare all’istruzione media superiore, garantendo inoltre un ampliamento dei beneficiari/utenti. Ulteriore obiettivo è che i giovani vengano pian piano coinvolti come volontari a supporto delle attività con i bambini più piccoli, in un rinnovato ruolo di responsabilità, in modo tale che possano restituire le esperienze fatte e le conoscenze acquisite, contribuendo così al rinnovarsi e al riprodursi del progetto. Le azioni principali che si vogliono realizzare, grazie alla collaborazione di partner quali Manitese Campania e Rete Sanità, sono il sostegno all’inserimento scolastico, il supporto didattico, la realizzazione di attività laboratoriali (laboratorio di lingue, di informatica, di attività artigianali, etc..), di stage e tirocini formativi.
mercoledì 7 luglio 2010
E' San Sebastiano il "comune riciclone"
Figura anche San Sebastiano al Vesuvio (Napoli) tra i comuni che verranno premiati oggi a Roma da Legambiente nell'ambito dell'iniziativa "Comuni Ricicloni 2010". Il riconoscimento per centro vesuviano giunge a circa due anni dal premio assegnato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ad annunciarlo è il sindaco e capogruppo PD alla Provincia di Napoli, Giuseppe Capasso, il quale, in una nota, sottolinea che gli ottimi risultati raggiunti sono da attribuire soprattutto "alla fattiva collaborazione dei cittadini che sin dai primi giorni di attivazione della raccolta differenziata porta a porta hanno osservato e rispettato il piano elaborato dall'Amministrazione". "Prima dell'avvio della raccolta differenziata - ha dichiarato Capasso - il comune di S. Sebastiano produceva 450 tonnellate di rifiuti al mese, conferiti ai CDR sette giorni su sette, a fronte di una produzione attuale di circa 300 tonnellate, con il conferimento ai CDR un solo giorno a settimana". Se tutti i comuni del territorio provinciale si adoperassero in questo senso, "per riempire una discarica non ci vorrebbero due anni ma circa dieci - dice il primo cittadino del centro vesuviano - è il caso della discarica di Terzigno che, essendo quasi colma, rischia di determinare l'apertura della seconda discarica nell'area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio". "Nonostante l'eccellente risultato raggiunto - ha proseguito il Capasso - va sottolineata la incongruenza del trasporto fuori regione della frazione organica, che incide notevolmente sui costi di gestione, per la mancanza di impianti di compostaggio sul territorio della Regione Campania". "E' necessario - ha concluso Capasso - che la Provincia, unica responsabile della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, lavori in questo senso, altrimenti ci dovremo preparare ad un altro lungo periodo di emergenza, questa volta non solo sanitaria e ambientale ma soprattutto democratica".
lunedì 28 giugno 2010
Il Pascale riferimento per il melanoma
L'Istituto Pascale di Napoli è centro di riferimento italiano nella cura del melanoma, tumore della pelle particolarmente aggressivo che in Italia fa 1500 morti l'anno: infatti un paziente su 5 che si rivolge al dipartimento Melanoma e tessuti molli e all'unità di Oncologia medica e terapie innovative dell'Istituto, arriva da fuori regione. "Trattiamo circa 400 casi di melanoma l'anno", spiega Nicola Mozzillo, direttore del dipartimento secondo il quale le nuove diagnosi sono circa 150. "In Italia ogni anno si ammalano circa 7mila persone, 400 delle quali in Campania - prosegue Mozzillo - l'incidenza della malattia è crescita di oltre il 30% nell'ultimo decennio, soprattutto nella fascia d'età che va dai 30 ai 40 anni". "Abbiamo dato un primo colpo al melanoma - dice Paolo Ascierto, direttore dell'unità di Oncologia medica - per 30 anni per la malattia avanzata avevamo solo la garbazina, farmaco che ha un'efficacia molto limitata. Durante l'ultimo congresso di oncologia americano sono stati presentati dati di un altro farmaco, l'ipilimumab". "Si tratta di un farmaco rivoluzionario - evidenzia Ascierto - perché agisce non sul tumore ma sul sistema immunitario potenziandone gli effetti e quindi ha un'azione antitumorale indiretta". Così come spiegato da Ascierto, dopo il trattamento con questo farmaco oltre il 20 % dei pazienti con malattia avanzata ha una sopravvivenza di 5 anni contro lo scarso 5% dei pazienti trattati con l'altro principio attivo. "La maggior parte aveva una sopravvivenza mediana di 6.2 mesi e l'abbiamo portata con questo farmaco ad oltre 10 mesi e ad un anno sopravvive il 46% dei pazienti mentre prima sopravviveva solo il 25%", ha aggiunto il direttore dell'unità di Oncologia medica del Pascale. Il 20% dei pazienti arrivano da fuori regione non solo dal Meridione ma anche dal nord Italia e dall'Europa. I dati relativi allo studio saranno presentati lunedì 28 giugno nel corso del convegno internazionale "Immunoterapia e melanoma" (palazzo Alabardieri dalle 9.30 alle 18). "La prevenzione è l'arma più efficace - continua Ascierto - il messaggio è duplice: proteggiamo i nostri figli e attenzione alle lampade abbronzanti. Oggi vediamo molti malati in età giovane 30 anni. Probabilmente stiamo pagando oggi errori fatti in passato con esposizione non cauta al sole. C'é uno studio che mette in evidenza come l'esposizione a questi dispositivi artificiali fatta al di sotto dei 30 anni aumenta il rischio di melanoma del 75%. L'esposizione ai raggi ultravioletti ai fini della prevenzione va considerata come il fumo di sigarette. Bisogna informare i ragazzi che l'esposizione incauta alle lampade abbronzanti è rischiosa". "Assistenza e ricerca al Pascale vanno di pari passo. La ricerca deve essere portata immediatamente al letto del paziente", ha proseguito Tonino Pedicini, direttore generale, ricordando che il melanoma non deve essere rimosso ambulatorialmente ma in una struttura adeguata. E per diffondere il messaggio relativo alla prevenzione e cura del melanoma due testimonial d'eccezione, il comico ed attore Alessandro Bolide e il calciatore Lello Palladino che ha consegnato ad Ascierto tre magliette autografate da vendere su ebay, la sua di Mirante e di Migliaccio, per sostenere la fondazione melanoma. "Cercherò di coinvolgere il maggior numero di calciatori per sostenere l'iniziativa", assicura Palladino.
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Un fumetto sul racket vince il concorso "Pizzo e Usura"
E' un fumetto sul racket, realizzato dagli Nicola Massimo, Valentina Alescio e José Sorvillo a vincere il concorso "Pizzo e Usura" bandito dall'Ascom di Napoli per l'istituto d'arte napoletano 'Umberto Boccioni'. Ad annunciarlo, oggi, il commissario dell'Ascom napoletana Tullio Nunzi e il dirigente scolastico del 'Boccioni', Filippo Merola alla presenza del presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni e del presidente della Commissione Politiche sulla sicurezza e legalità della Confcommercio nazionale Luca Squeri. Il lavoro dei tre ragazzi, una trasposizione in fumetto due story board forniti dall'associazione dei commercianti partenopei aventi come oggetto le vicende usuali di pizzo ed usura, è stato valutato da una apposita commissione. "Si tratta - ha detto Nunzi - di una delle tante iniziative che abbiamo messo in campo come Ascom e che culmineranno a breve con l'approvazione di un nuovo statuto che preveda l'obbligo per l'associazione di costituirsi parte civile laddove un socio denunci presso i suoi sportelli fenomeni di usura o di pizzo". "Una formula già sperimentata in Sicilia, - aggiunge Nunzi - dove abbiamo contribuito a far arrestare tanti mafiosi". Investire sui giovani quindi anche attraverso il messaggio dell'arte, come ha sottolineato Maddaloni, può rappresentare "un'idea vincente su cui puntare anche in futuro. La criminalità organizzata è un carcinoma maligno con metastasi estese ovunque. Che non uccide una singola impresa ma tutti noi, imprenditori e cittadini". L'iniziativa, ha spiegato Squeri, rientra nel solco già tracciato dal protocollo d'intesta siglato tra Confcommercio e ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per la promozione della cultura e della legalità nelle scuole, intesa nelle sue diverse declinazioni. "I costi sostenuti dalle imprese tra commercio e pubblici esercizi per la criminalità - ha concluso Squeri - ammontano nel Sud al 4,7% del valore aggiunto prodotto dal settore nel Mezzogiorno, 2,1 miliardi di euro ovvero quasi la metà dei costi sostenuti in tutta Italia ovvero 5,2 miliardi pari al 2,5% del valore aggiunto. In breve, un onere aggiuntivo per ogni impresa di circa 3000 euro al mese".
venerdì 11 giugno 2010
Riapre con Muti il Teatro Grande di Pompei
Pompei ha di nuovo il suo Teatro grande e inaugurazione più riuscita e sentita non poteva esserci: il maestro Riccardo Muti e i giovani dell'Orchestra Cherubini hanno festeggiato con un concerto straordinario la riapertura di un grande teatro italiano, già questa notizia non da poco in un momento di crisi e tagli per la cultura, restaurato ma anche riqualificato e dotato di moderne infrastrutture per poter ospitare la sua prima stagione estiva dopo decenni di abbandono e di degrado. Un risultato, quello ottenuto grazie all'impegno del commissario straordinario Marcello Fiori, che proprio oggi conclude la gestione 'emergenziale', che andava celebrato e che il maestro Muti, legato a Pompei da antichi ricordi giovanili, ha onorato con la sua presenza (domani sera unica replica) di convinta adesione al progetto. Il colpo d'occhio del teatro, dal tramonto alla prime luci della serata, è fantastico,con le gradinate al completo gremite da mille e ottocento spettatori : un successo annunciato anche per il Teatro di San Carlo che ha curato e organizzato l'evento. Nel parterre, tra i tanti ospiti vip anche decine di operai con elemetto giallo, tra i tanti che hanno lavorato al cantiere durato quindici mesi. Accanto a loro anche sottosegretario Guido Bertolaso, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, il questore Santi Giuffré, Franco Bassanini e Gianni de Michelis, il procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore, il commissario straordinario del San Carlo Salvo Nastase e la sovrintendente Rosanna Purchia, gli imprenditori Antonio D'Amato e Marilù Faraone Mennella. Applausi convinti già alla fine della prima parte del concerto, per il quale Muti ha scelto musiche del grande repertorio classico: l'Ouverture-Fantasia 'Romeo e Giulietta' di Cajkovskij, e L'Uccello di Fuoco di Stravjnskij (Suite 1919). Entusiasmo per la chiusura grandiosa la Quinta Sinfonia in do minore, op.67 di Beethoven. Tra gli interventi che hanno affiancato il restauro anche l'illuminazione di tutta la zona del Quadriportico dei teatri, uno scenario suggestivo che farà parte dei percorsi notturni di prossima apertura.
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A Napoli il Parco dei ragazzi
Un parco ''fatto dai ragazzi'': armati di pennelli, palette, colla e con in testa i cappellini da muratore circa 80 ragazzi hanno dato il via al cantiere del
parco 'Lo Spicchio'. Seguiti dagli esperti del WWF Campania, i ragazzi coinvolti dal progetto ''Rispolveriamo la Citta''' hanno collaborato alla realizzazione degli interventi che avevano pensato e progettato. Polpi, aquiloni e coccinelle disegnati sulle pareti, i giochi della ''campana'' e dei ''4 Cantoni '' dipinti in resina per terra, nidi e sagome di uccelli nascosti tra gli alberi: un vero e proprio percorso guidato alla natura e alle attivita' sportive all'interno del parco, tutto nato dalle idee e dalla visione del parco dei ragazzi.
Circa 80 studenti delle scuole E.A. Mario-plesso De Curtis, D'Ovidio-Nicolardi e i ragazzi dell'educativa Territoriale ''la Collina dei ragazzi'' gestita dalla cooperativa La Locomotiva hanno realizzato un vero percorso di urbanistica partecipata nell'area dell'ex parco di Case Puntellate, attraverso tre laboratori didattici di progettazione, giungendo tra l'altro a scegliere il nuovo nome e logo del Parco.
Nel pomeriggio il cantiere e' stato aperto al pubblico alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e del presidente e dell'assessore all'Ambiente della V Municipalita' Arenella-Vomero. La inaugurazione si e' chiusa con un concerto per bambini ''From Toons to Tunes: Disney Concert'' a cura dei Star Funky Band, offerto dal Rotary Club Posillipo. All'amministrazione, si legge in una nota, il compito di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria del parco e le condizioni di sicurezza.
parco 'Lo Spicchio'. Seguiti dagli esperti del WWF Campania, i ragazzi coinvolti dal progetto ''Rispolveriamo la Citta''' hanno collaborato alla realizzazione degli interventi che avevano pensato e progettato. Polpi, aquiloni e coccinelle disegnati sulle pareti, i giochi della ''campana'' e dei ''4 Cantoni '' dipinti in resina per terra, nidi e sagome di uccelli nascosti tra gli alberi: un vero e proprio percorso guidato alla natura e alle attivita' sportive all'interno del parco, tutto nato dalle idee e dalla visione del parco dei ragazzi.
Circa 80 studenti delle scuole E.A. Mario-plesso De Curtis, D'Ovidio-Nicolardi e i ragazzi dell'educativa Territoriale ''la Collina dei ragazzi'' gestita dalla cooperativa La Locomotiva hanno realizzato un vero percorso di urbanistica partecipata nell'area dell'ex parco di Case Puntellate, attraverso tre laboratori didattici di progettazione, giungendo tra l'altro a scegliere il nuovo nome e logo del Parco.
Nel pomeriggio il cantiere e' stato aperto al pubblico alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e del presidente e dell'assessore all'Ambiente della V Municipalita' Arenella-Vomero. La inaugurazione si e' chiusa con un concerto per bambini ''From Toons to Tunes: Disney Concert'' a cura dei Star Funky Band, offerto dal Rotary Club Posillipo. All'amministrazione, si legge in una nota, il compito di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria del parco e le condizioni di sicurezza.
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Medici e artisti contro l'alzheimer
Unirà lo studio delle patologie neurodegenerative - come Alzheimer e Parkinson - con lo spettacolo l'iniziativa "Guardare lontano", in programma il prossimo 18 giugno al Teatro Diana di Napoli e presentata oggi nel corso di una conferenza con i testimonial, gli attori Patrizio Rispo e Rosaria De Cicco. Divisa in due parti, "Guardare Lontano" - organizzata dall'AINAT (Associazione italiani neurologi ambulatoriali e territoriali) - prevede una sessione scientifica, dalle 15 alle 18 e, di seguito, un dibattito con il pubblico, al quale faranno seguito anche due spettacoli: l'esibizione teatrale 'Il Paziente' (ore 20.20 a cura de "Il Pozzo ed il Pendolò), una degustazione di prodotti tipici campani e il concerto di Joe Barbieri. Ad introdurre la serata saranno i testimonial Rosaria De Cicco e Patrizio Rispo. Il progetto di rete integrata di servizi, assistenza e formazione per le patologie neurodegenerative e le demenze senili coinvolge neurologi territoriali, ospedalieri ed universitari per uno scambio diretto di informazioni sui pazienti ed una razionalizzazione dell'assistenza. "Solo nella provincia di Napoli ci son circa 3000 pazienti alzheimeriani, circa 6000 in tutta la Campania - dice Giuseppe Barbato, presidente nazionale Ainat - attualmente ci sono circa 800 nuovi casi accertati ogni anno". "A questi vanno aggiunti gli ammalati di Parkinson, Parkinsonismi altre forme di demenze e quelli colpiti da ictus cerebralì, aggiunge Barbato. Si tratta di patologie che hanno un forte impatto sociale ed economico. "Ci si ammala infatti intorno ai 55 anni e con il passar del tempo le famiglie degli ammalati sono sempre più coinvolti nell'assistenza. Il progetto di rete coinvolge tre livelli di assistenza sanitaria: gli ambulatori dei neurologi territoriali, le neurologie ospedaliere, e il centro Parkinson regionale presso l'Università Federico II. La rete intende evitare l'ingolfamento delle strutture ospedaliere e del centro del II Policlinico. Il percorso di diagnosi inizia infatti presso il poliambulatorio distrettuale. Ma non è tutto: di rilevante importanza non solo la presa in carico del paziente, ma anche dei suoi familiari che saranno coinvolti in una serie di progetti di informazione. "Il compito di noi volti cosiddetti noti - ha detto Patrizio Rispo, attore della fiction 'Un Posto al sole' - è quello di smuovere la patina di indifferenza". Per Rosaria De Cicco, "conoscere ed informarsi é importantissimo, soprattutto in un mondo dove si pensa solo all'immagine, e dove spesso ci si dimentica che le malattie possono riguardare tutti".
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Al Napoli Festival protagonista una ballerina disabile
Sembra la ''Bolormaa'' di Giovanni Lindo Ferretti, la ballerina contorsionista che il cantautore emiliano conobbe durante un viaggio in Mongolia e che
trasformo', con una celebre canzone, in metafora di vita. Sembra un ''concetto che si e' fatto carne, nervi, viscere e legamenti'' Claire Cunningham, la coreografa scozzese costretta a vivere con tutori ortopedici a causa di una disabilita' congenita, e che per il 'Napoli teatro festival Italia' ha portato in scena, all'ex birreria di Miano, 'Mobile\Evolution'.
La ballerina entra su una scena spoglia sorreggendo il suo corpo minuto con tre stampelle. Il gioco di luci studiato da Grahame Gardner fa il resto e dalla tribuna la Cunningham appare quasi come un ragno. Sul palco c'e' un tappeto di stampelle di diverso genere che la ballerina passa in rassegna spiegando al pubblico la difficolta' di vivere una vita intera aggrappati a uno strumento ortopedico.
Poi comincia la danza, sulle note di Matthias Herrmann, e quegli stessi strumenti, cosi' freddi e privi di grazia, vengono accarezzati da un sottile velo di poesia. Intrecciati tra loro diventano prima un copricapo, poi un'istallazione artistica e poi ancora un trapezio al quale la Cunningham si aggrappa per volteggiare a mezz'aria. ''Fluida, contorta, molle,
resistente'', quel ragnetto inizialmente un po' goffo sembra quasi volare. Nel cambio di scena indossa un toutou nero e per la seconda parte dello spettacolo diventa una bambola. Sempre con le sue stampelle e i suoi tutori ortopedici danza prima sulle note di Bach e poi su ''I'm singing in the rain'' nella versione di Gene Kelly.
La Cunningham ha trasformato il suo corpo in un concetto che lo spettatore osserva quasi con timore. In poco meno di un'ora di danza sussurra che la felicita' e' ''preziosa, senza limite e va e viene''. Ma lo fa con delicatezza, senza mai scadere nella retorica o nell'autocommiserazione, semplicemente mostrando per quello che e' la sua disabilita' e dimostrando che l'arte puo' cancellarla completamente. ''Non voglio volare - dice durante la performance - voglio solo arrampicarmi''.
A fine spettacolo standing ovation del pubblico e dieci meritatissimi minuti di applausi. La Cunningham ringrazia a modo suo: un timido sorriso, un saltino dalle sue stampelle e poi scappa via.
trasformo', con una celebre canzone, in metafora di vita. Sembra un ''concetto che si e' fatto carne, nervi, viscere e legamenti'' Claire Cunningham, la coreografa scozzese costretta a vivere con tutori ortopedici a causa di una disabilita' congenita, e che per il 'Napoli teatro festival Italia' ha portato in scena, all'ex birreria di Miano, 'Mobile\Evolution'.
La ballerina entra su una scena spoglia sorreggendo il suo corpo minuto con tre stampelle. Il gioco di luci studiato da Grahame Gardner fa il resto e dalla tribuna la Cunningham appare quasi come un ragno. Sul palco c'e' un tappeto di stampelle di diverso genere che la ballerina passa in rassegna spiegando al pubblico la difficolta' di vivere una vita intera aggrappati a uno strumento ortopedico.
Poi comincia la danza, sulle note di Matthias Herrmann, e quegli stessi strumenti, cosi' freddi e privi di grazia, vengono accarezzati da un sottile velo di poesia. Intrecciati tra loro diventano prima un copricapo, poi un'istallazione artistica e poi ancora un trapezio al quale la Cunningham si aggrappa per volteggiare a mezz'aria. ''Fluida, contorta, molle,
resistente'', quel ragnetto inizialmente un po' goffo sembra quasi volare. Nel cambio di scena indossa un toutou nero e per la seconda parte dello spettacolo diventa una bambola. Sempre con le sue stampelle e i suoi tutori ortopedici danza prima sulle note di Bach e poi su ''I'm singing in the rain'' nella versione di Gene Kelly.
La Cunningham ha trasformato il suo corpo in un concetto che lo spettatore osserva quasi con timore. In poco meno di un'ora di danza sussurra che la felicita' e' ''preziosa, senza limite e va e viene''. Ma lo fa con delicatezza, senza mai scadere nella retorica o nell'autocommiserazione, semplicemente mostrando per quello che e' la sua disabilita' e dimostrando che l'arte puo' cancellarla completamente. ''Non voglio volare - dice durante la performance - voglio solo arrampicarmi''.
A fine spettacolo standing ovation del pubblico e dieci meritatissimi minuti di applausi. La Cunningham ringrazia a modo suo: un timido sorriso, un saltino dalle sue stampelle e poi scappa via.
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Musica per la pace al San Carlo
Il 2010 è l'Anno Internazionale per il ravvicinamento delle culturé, così designato dalle Nazioni Unite, e la Fondazione Mediterraneo torna a promuovere il 'Concerto Euromediterraneo per il dialogo tra le Culture - Nostro Mare Nostro'. Un evento che sarà ospitato quest'anno dal teatro San Carlo, il 13 giugno, alle 19. E' l'undicesima edizione, dopo il successo delle precedenti, che ha portato oltre 500.000 persone in diverse città del mondo, da Otranto, Cairo, Napoli, Roma, Cosenza, Lussemburgo, Barcellona, Algeri e Gaeta, il Concerto ritorna oggi a Napoli nella cornice unica del Teatro di San Carlo, grazie al protocollo d'intesa Maison de la Paix-Casa Universale delle Culture (MdP). Un evento che riunisce artisti provenienti da diversi Paesi euromediterranei. Napoli è il 'luogo-simbolo' in cui le diverse identità e culture del Mediterraneo possono incontrarsi nel Totem della Pace, opera dello scultore Mario Molinari, riconosciuto a livello mondiale come il simbolo della pace e premio di questa edizione. In occasione del Premio Mediterraneo importanti volti impegnati per la Pace e premiati: S.B. Mons. Fouad Twal, Angela Merkel, André Azoulay, Carl Bildt, Wijdan Al-Hashemi, Mario Molinari, Maurizio Valenzi, Carlo Giovanardi, Abdelmaksoud Rachdi, Alvaro Siza, Baltasar Porcel, El Pais, Al-Jazeera, La Vanguardia, Unione degli Industriali di Napoli, Lady Yvonne Cochrane Sursock, Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, Sergio Piazzi, Mons. Giuseppe Rocco Favale. L'evento ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Servizio Civile Nazionale, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, Lega degli Stati Arabi, Fondazione Euromediterranea 'Anna Lindh' per il Dialogo tra le Culture, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Piattaforma Ong Euromed, Unione dei Giovani Euromaghrebini, Maison des Alliances, Maison de la Mediterranee, Gruppo Il Denaro, agenzie di stampa Ansa e Ansamed, Unione degli Industriali di Napoli, Fondazione Italiani nel Mondo, associazione Oltre il Chiostro onlus, Ambasciate in Italia di Albania, Austria, Bosnia, Giordania, Marocco, Polonia e Romania. "Un premio prestigioso - spiega Michele Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo - istituito nel 1996 dalla Fondazione Mediterraneo, il Premio Mediterraneo è oggi tra i più autorevoli riconoscimenti a livello mondiale. Suddiviso in 19 sezioni, il premio vuole essere una testimonianza dell'impegno e del contributo che personalità del mondo religioso, politico, culturale e artistico hanno dato per la diffusione dei valori di pace e nella valorizzazione delle differenze culturali nell'area del Grande Mediterraneo.
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venerdì 4 giugno 2010
La camorra non vale niente
Sono arrivati sventolando bandiere con la scritta "La camorra non vale niente", hanno cantato 'La marcia dei diritti dei bambini'' e recitato poesie. E tutto all'insegna della legalità e contro le mafie. Sono i bambini del secondo circolo didattico 'San Giovanni Bosco' di Volla, nel Napoletano, e quelli un po' più grandi della scuola media statale Michelangelo di Bagnoli che hanno preso parte a un progetto per la diffusione della legalità tra gli istituiti, Libera Campania e la Fondazione Polis, che si sono esibiti negli spazi antistanti le due organizzazioni, a Napoli. Gli alunni delle elementari hanno realizzato un calendario, dedicato a 12 vittime di camorra in Campania. Un calendario fatto di colori e disegni nei quali i bambini hanno espresso e rappresentato la loro idea di un 'mondi senza cattivi' né bulli nelle scuole. "Questo lavoro ci aiuta a non dimenticare - ha slegato una delle bambine - Un calendario è fatto di soli 12 mesi, ma nei nostri cuori ci sono anche tutte le altre vittime". Ad ascoltarli, mentre uno alla volta elencano i nomi delle vittime, anche i familiari che, come sottolinea Geppino Fiorenza, "superando il loro dolore, sono un esempio di grande impegno e resposabilità civile". Poi è il turno degli studenti della scuola media di Bagnoli che hanno presentato la seconda parte del lavoro 'Un nome, una storia', che raccoglie le biografie di vittime italiane delle mafie. "Questo lavoro è cominciato nel 2007 dagli studenti che c'erano prima di noi - Abbiamo continuato sulla stessa strada, facendo ricerche, documentandoci". Il risultato è un opuscolo diviso per categorie: sono raccontate le storie di magistrati, forze dell'ordine, uomini delle scorte ammazzati dalle mafie, sindacalisti, giornalisti. "Sono persone che hanno continuato per la loro strada - ha concluso un altro ragazzini - anche se sapevano che sarebbero stati ammazzati".
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"Noi adottiamo un bimbo rom"
Favorire l'integrazione dei bambini rom e abbattere gli stereotipi esistenti nei confronti del popolo rom. Con queste finalità è stato sottoscritto, oggi in Prefettura, il protocollo d'intesa 'Noi adottiamo un campo rom'. A firmare il documento, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, in qualità di commissario delegato per l'emergenza insediamenti comunità nomadi, la presidente del comitato regionale Unicef, Margherita Dini Ciacci, e i dirigenti del X Circolo didattico 'Ilaria Alpi' di Scampia, dell'Itc 'Galiani' di via Don Bosco, della scuola media statale 'Capasso', dell'Istituto comprensivo 'Sancia D'Angio" di Trecase, scuole che si trovano nelle vicinanze di campi rom. Il progetto come spiegato dal prefetto Pansa "rientra nelle iniziative volte ad affrontare il tema dei nomadi e, in particolare, i problemi dei bambini rom che vanno a scuola e mira a promuovere tutte quelle iniziative volte a incentivare la frequenza nell'ambito delle attività scolastiche dei bambini nomadi e, allo stesso tempo - ha aggiunto - a rendere i rapporti tra scuola e bambini più facili". Un progetto che, dunque, coinvolge istituzioni, scuole e l'Unicef territoriale nell'ambito delle loro specifiche competenze. Un'iniziativa che la presidente Unicef Campania intende portare all'attenzione dell'assemblea dell'organizzazione, il prossimo 19 giugno, con l'obiettivo di promuovere simili azioni anche in altre regioni. "Nei confronti dei rom - ha detto Dini Ciacci - c'é una forte chiusura mentre è importante promuovere l'integrazione e l'interazione tra i nostri figli e i bimbi rom perché il destino della nostra città è legata, inevitabilmente, al meticciato". Il progetto mira a configurarsi come una vera e propria "operazione d'amicizia" tra napoletani e rom partendo dai bambini che frequentano le scuole partenopee e della provincia perché come sottolineato da Annamaria Sessa, dirigente dell'Itc Galiani, "la scuola deve assolvere al suo compito di formazione e promozione umana prima che gli stereotipi diventino più spessi perché l'integrazione deve partire dai banchi di scuola". I plessi coinvolti avvieranno laboratori artistici, linguistici, culturali in cui gli studenti creeranno oggetti della nostra e della loro tradizione e cultura che saranno poi presentati durante una mostra pubblica. Ma non solo. Saranno promosse giornate "del cibo multietnico" che coinvolgeranno le mamme rom e quelle napoletane nella preparazione dei cibi della terra di appartenenza e saranno anche promosse manifestazioni sportive. Laboratori a cui, durante tutto l'anno scolastico, sarà affiancata la trattazione del tema dell'integrazione razziale che costituirà il leit motiv dell'intero percorso didattico e dell'offerta formativa.
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Agli scavi di Pompei visite multisensoriali
Si fa più ricca l'offerta turistica per l'estate nell'area archeologica di Pompei. Dall'1 giugno a Pompei aprono stabilmente al pubblico la Domus di Giulio Polibio, con visita multisensoriale, e il cantiere-evento dei Casti Amanti, dov'é possibile assistere in diretta al lavoro degli archeologi e dei restauratori. Dopo i restauri e il successo delle aperture straordinarie per la XII Settimana della cultura, le due splendide domus su via dell'Abbondanza saranno fruibili tutti giorni, con la formula del percorso didattico, prenotazione obbligatoria e biglietto aggiuntivo (5 euro per ciascuna visita; 7 euro per la visita di entrambe le domus). Le visite, per gruppi di 25 persone, della durata di circa un'ora ciascuna, partiranno dalle 10 fino alle 18 (anche in lingua inglese, francese, spagnolo). "In queste iniziative - spiega Marcello Fiori, commissario delegato per l'emergenza all'area archeologica di Napoli e Pompei - abbiamo voluto unire al grande lavoro e rigore scientifico dell'indagine archeologica anche il desiderio di conoscenza troppo spesso inevaso dei visitatori". Ad accogliere i visitatori nella domus di Giulio Polibio è proprio l'ologramma del padrone di casa, un ricco liberto, il cui aspetto è ricostruito sulla scorta di studi scientifici. E' lo stesso Polibio con la sua voce ad accompagnare i visitatori negli ambienti più importanti della sua residenza, fino all'ultima stanza dove si rifugiarono al momento dell'eruzione i suoi familiari e dove è stata ritrovata la giovane donna incinta, che tornerà a vivere anche lei in forma di ologramma. In circa un'ora sarà possibile conoscere l'architettura, le decorazioni pittoriche, suppellettili, piante e gli uccelli del giardino e soprattutto gli abitanti della casa, la loro vita quotidiana, i rumori e i silenzi, la loro quotidianità e gli affetti fino alla tragedia dell'eruzione. In sottofondo si potrà ascoltare un'installazione sonora, l'Opera Regio IX, progetto del professor Claudio Rodolfo Salerno Presidente dell'Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali. Lungo il percorso di visita, tante altre sorprese come il video in 3d che mostra il restauro digitale di decine di affreschi, la ricostruzione virtuale di tutta l'abitazione, l'animazione dell'eruzione e del suo impatto sulla casa in una visualizzazione tridimensionale che accompagna lo spettatore alla scoperta degli ambienti della casa, ricostruita fin nei minimi particolari. La visita al cantiere-evento dei Casti Amanti riserva invece l'emozione di vivere la scoperta archeologica in diretta, grazie alla presenza di archeologi e restauratori al lavoro. Attraverso un sistema di passerelle sospese, è possibile osservare dall'alto, perfettamente conservati, il forno della panetteria, le due stalle con scheletri di animali, un giardino fedelmente ricostruito e meravigliosi affreschi e mosaici. Una serie di tecnologie multimediali riproducono la ricostruzione virtuale della funzione dei vari ambienti. I lavori archeologici saranno visibili anche da via dell'Abbondanza attraverso dei pannelli trasparenti. Dopo anni di abbandono, il cantiere è stato infatti totalmente messo in sicurezza e dotato di una copertura che ne assicura la tutela, la conservazione e la valorizzazione.
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A Mosca la settimana della cultura napoletana
Prevede una serie di appuntamenti culturali in Russia ed in particolare a Mosca. ''La settimana della cultura napoletana a Mosca 2010'', il progetto presentato oggi da Fausto Silvestro di Ischia Crociere ed approvato dall'Unione delle Province della Campania (UPI). ''Il primo - afferma Fausto Silvestro di Ischia Crociere - e' sicuramente il piu' importante, si tratta della mostra 'Pompei: i misteri della citta' sotterranea', che sara' inaugurata il 15 giugno 2010 al museo storico di Mosca, alla presenza di autorita' delle Federazione Russa, del mondo della cultura, di televisioni nazionali, giornalisti ed imprenditori. Si tratta della prima volta per la cittadinanza moscovita che potra' ammirare circa 200 reperti archeologici delle ville vesuviane seppellite dall'eruzione del Vesuvio del 70 d.C. Affreschi, statue, ornamenti, utensili e monili messi a disposizione dalla
sovrintendenza speciale ai Beni archeologici di Napoli e Pompei, saranno mostrati in tutto il loro splendore per creare le emozioni collegate ad una cultura passata e la voglia di visitare i luoghi dove questa cultura e' custodita. La mostra sara' aperta al pubblico fino al 15 agosto 2010 mentre il programma della settimana prevede anche appuntamenti con la musica oltre che con l'arte, inoltre nel mese di ottobre e' previsto un importante appuntamento con gli operatori turistici russi per realizzare un workshop della offerta turistica della Regione Campania per la stagione turistica 2011.
''In una fase dove la competizione si fa' piu' agguerrita e difficile bisogna partire dalle risorse, come si dice in gergo aziendale, dal core business, valorizzarlo e renderlo attrattore dei flussi di domanda turistica'', afferma Fausto Silvestro. ''La cultura, l'arte, l'ambiente ed il territorio sono il core business della Regione Campania, puntiamo su questi fattori, valorizziamoli e facciamo conoscere e sono certo che saremo scelti dal turista attento ed esigente'', conclude Fausto Silvestro che ha presentato l'iniziativa.
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